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il 15 Ago 2019

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Tre interessanti esperimenti applicati al poker: Tommy Angelo nella veste di scienziato

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Tre interessanti esperimenti applicati al poker: Tommy Angelo nella veste di scienziato

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Tommy Angelo è un giocatore americano di vecchia data, ma soprattutto è un apprezzato scrittore/giornalista di poker. Al di la dell’oceano la sua parola conta molto nel mondo del poker: sia live e sia online. Così pochi giorni fa, essendo un grande appassionato di esperimenti, ha stilato per i colleghi di Pokernews una sorta di guida su tre esperimenti applicati al gioco del poker.

Una sorta di viaggio ludo-culturale che trova però dei riscontri importanti nella vita di tutti i giorni di un player. Non importa che egli sia un professionista o meno: i tre esperimenti portano a galla delle verità inequivocabili. Tommy Angelo dunque fra gioco e passione, ci spiega non solo gli esperimenti, ma i risultati che da essi possiamo ottenere. Risultati talvolta positivi e altri negativi. Vediamo quali sono.

1 – Cash Game solo con 5 poste in tasca

Il primo esperimento si collega all’importanza del bankroll. Secondo Tommy Angelo non ci dovremmo mai sedere ad un tavolo di cash game, se non abbiamo almeno 5 poste in tasca. Ovvio che non dobbiamo usarle obbligatoriamente tutte, ma neanche presentarsi con gli spiccioli. Insomma la vecchia regola del giocare in bankroll.

Secondo l’autore americano sedersi con pochi soldi al tavolo ci rende ansiosi e nel lungo periodo saremo destinati a perdere. Oltre che a compromettere il nostro bankroll. L’aspetto positivo di avere almeno cinque buyin o poste a disposizione invece, ci fa sentire più sicuri e sciolti nel nostro gioco. Dunque una mente meno preoccupata di non perdere soldi, ci potrebbe rendere vincenti.

2- Tre sbadigli e siamo fuori

Scritta così fa quasi ridere. Eppure l’esperimento dello sbadiglio rappresenta alla perfezione un tell del nostro corpo che dobbiamo assolutamente ascoltare. Tre sbadigli consecutivi o comunque nell’arco di una manciata di secondi, testimoniano una grande stanchezza del giocatore. La stanchezza ci rende meno lucidi e nel poker la lucidità fa davvero la differenza.

Dunque se sentite sonno o siete stanchi, dovete assolutamente alzarvi dal tavolo e portare all’incasso le vostre chips. Non farlo vi costerebbe molto di più, almeno nel cash game. Ma se in questa modalità possiamo alzarci in qualsiasi momento, nei tornei cosa dobbiamo fare? Giocare il minimo indispensabile e attendere il momento di imbustare le fiches. Dopo di che c’è una sola cosa da fare: dormire e ricaricare le pile.

3 – Gioco solido quando sei di buio

Secondo Tommy Angelo molti giocatori sono perdenti perché hanno una cattiva difesa dei proprio blinds. Chiamano eccessivamente sia da small e sia da big blind, per poi consegnare ai rivali numerose fiches. Insomma secondo l’autore americano, meno si regala dai blinds e più ne gioverà il nostro gioco. Non solo, ma il suo esperimento è stato allargato anche ad altre posizioni al tavolo.

Il call va troppo di moda e dobbiamo essere più selettivi nelle mani da giocare. L’altro suggerimento è di decidere in tempi meno lunghi nel post flop. Meno “Tank” e più fold, quando non abbiamo una buona mano ovviamente. Questo per non farsi prendere in antipatia dagli avversari e diventare così il bersaglio delle loro ire pokerstiche. Un giocatore che ogni tanto molla il colpo, diventa meno “odioso”.

Il consiglio finale

Esposti ed argomentati i tre esperimenti, Tommy Angelo ha concluso affermando: “Ogni volta che entri in una sala da poker, oppure apri i tuoi tavoli di poker online, pensa di essere uno scienziato. Camice bianco, guanti e prova sperimentare ogni ipotesi possibile. Il gioco allarga la mente e la mente può allargare i nostri orizzonti anche con dei test all’apparenza semplici, ma molto importanti”. 

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