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il 8 Set 2019

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Le tre paure di un giocatore: quali sono e come combatterle per sentirsi libero

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Le tre paure di un giocatore: quali sono e come combatterle per sentirsi libero

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Uno degli aspetti più interessanti nel poker, non consiste solo nell’abilità tecnica del giocatore. Ma una grande differenza è data dalla psiche di ogni player. Un giocatore che può dilettarsi al tavolo con la mente sgombra, sarà sicuramente un giocatore in grado di prendere le decisioni migliori, rispetto ad un players che è attanagliato da paure, incertezze e in certi casi problemi extra poker.

Dunque per ottenere dei buoni risultati nel poker, la prima regola non scritta è quella di sedersi (dal vivo e anche online) con la mente sgombra da cattivi pensieri, esorcizzando le paure e possibilmente cancellando le incertezze del momento. Ma quali sono le tre paure che solitamente attanagliano un player durante le sue partite e che lo portano a commettere errori al tavolo? Ecco la risposta al quesito.

Paura di sbagliare

La più grande paura è quella di sbagliare. E’ un aspetto che troviamo anche nella vita di tutti giorni, anche al di fuori del poker stesso. Nel lavoro, nello studio, in amore, nelle relazioni con le altre persone e spesso anche su come apparire agli occhi della gente. Tornando al poker, la paura di sbagliare coglie soprattutto i novizi e i giocatori occasionali.

Si tratta di players alle prime armi o con meno dimestichezza con il gioco. Non hanno ancora sviluppato un determinato stile, non riescono a muoversi in certe dinamiche e ogni decisione pesa come un macigno. Ma la paura di sbagliare attanaglia anche i professionisti. Soprattutto quando vivono un momento non facile della loro carriera e le vittorie sono ormai dei lontani ricordi.

Paura di sbagliare, intensa anche come fallimento personale e come delusione per le persone che ci vogliono bene. L’unica soluzione possibile è quella di ritrovare serenità con se stessi, alle volte anche staccando per qualche tempo dal gioco e tornare poi più forti di prima. O comunque con una personalità diversa. Non solo, ma anche una gestione ordinata del bankroll aiuta e non poco in questi casi.

Paura di perdere

Questa è una doppia paura, perché affronta due aspetti: la paura di perdere sotto il mero aspetto sportivo e quella di perdere sotto il profilo economico. La prima arriva quando o si è competitivi al massimo, oppure quando appunto le vittorie sono diventate rarissime. Il secondo punto è a sua volta divisibile in due sottocategorie.

Ci sono quei giocatori che hanno paura semplicemente di perdere denaro, anche se la posta in palio è assai bassa. E allora forse è consigliabile rivedere qualcosa alla fonte di tutto.

L’altra categoria rappresenta quei giocatori che stanno segnando delle sessioni passive da diverso tempo e rischiano in qualche modo di andare rotti. Tutto ciò incide e non poco sulla paura di perdere, facendo scemare la fiducia in noi stessi e a volte credendo che si colpa esclusivamente del fato.

La soluzione è rimettere in discussione se stessi e soprattutto lo stile di gioco. Parlare con altri players, studiare e aggiornarsi sono sicuramente dei validi modi per conquistare tale paura. Ma soprattutto capire che siamo noi stessi e con le nostre decisioni, a decretare il proprio destino.

Paura di non sapere

Vi ricordate quando alle scuole superiori per un compito in classe, oppure all’università per un esame, eravate afflitti dalla paura di non sapere? Una paura improvvisa, anche quando in realtà eravate preparati. Ebbene la stessa paura affligge anche i giocatori di poker. Paura di non sapersi muovere al tavolo, di non saper affrontare determinate letture o certe azioni.

Paura anche di foldare in certi casi. Quando siamo coscienti che il nostro avversario ha in mano un punto migliore del nostro e noi chiamiamo lo stesso, perché non siamo in grado di passare il nostro punto. Un mix di incertezze e contraddizioni, la cui unica medicina è quella di recuperare credibilità in se stessi.

Insomma sbagliare, perdere e non sapere. Le tre paure con cui ogni giocatore dovrà fare i conti almeno una volta nella sua carriera, mentre vincere è l’unico modo per arginare queste tre negatività.

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