Friday, Nov. 22, 2019

Strategia

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il 27 Set 2019

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I principali errori commessi, quando siamo con meno di 25 big blind

I principali errori commessi, quando siamo con meno di 25 big blind

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Lo abbiamo affrontato già diverse volte il discorso degli short stack e degli small stakes. Molte volte capita nei tornei di avere una varianza nello stack molto accentuata. Parecchi players sembrano essere sulle montagne russe e anche coloro che hanno uno stile più solido, possono sempre incappare nel cooler che riduce notevolmente lo stack. Insomma a tutti può capitare di essere short in una determinata fase del torneo.

Una situazione non facile, ma nemmeno impossibile. L’aspetto principale però è cercare di ridurre il numero di errori, quando ci troviamo in questa fase. Molti giocatori peggiorano la situazione, con una condotta e una strategia completamente errata. Diciamo che l’ansia da short stack e la voglia di recuperare giocano brutti scherzi, ma il miglior player è quello che prima di tutto sa contenere l’emozioni.

Oggi vedremo quali errori principali vengono commessi con meno di 25 big blind dai giocatori. Errori spesso banali, ma che fanno precipitare la situazione.

Troppi call e troppi limp

Molti giocatori commettono lo sbaglio di considerare uno stack tra i 25 e i 15 big blind fin troppo giocabile. Da qui una sfilza di call senza senso e anche di limp. Se i primi sono per certi aspetti comprensibili, anche se dannosi, i secondi sono un’autentica follia. E’ un segnale di estrema debolezza che verrà colto dagli giocatori. Non solo, ma call e limp spesso avvengono fuori posizione. La posizione è fondamentale in questo gioco: più giocheremo out position e più dovremo combattere con uno svantaggio pesante.

Alla base degli eccessivi call c’è soprattutto un’errata selezione delle mani da giocare. Troppe starting hands marginali e che rischiano di non lavorare bene su certi board e contro determinati avversari. La soluzione è quella di giocare con mani importanti e soprattutto in posizione. Senza questi due principi cardine diventa tutto più difficile.

Zero strategia post flop

Uno stack di meno 25 big blind non autorizza a non avere una determinata strategia. Soprattutto nel post flop. E’ in quel momento che si vede la differenza fra un giocatore rodato e un player che ha ancora molta strada da fare. Vero che lo stack limita certe azioni e proprio per questo motivo una strategia ben chiara per il post flop è necessaria. Capiterà di essere coinvolti in piatti che si trascineranno oltre il flop.

Se il player short hitta gestirà la sua mano in un determinato modo. Ma se non hitta, dovrà avere già un piano di battaglia nella sua testa. Altrimenti a suon di bet/fold il suo stack diventerà ancora più risicato. E qui si torna al punto precedente: evitare di arrivare al post flop con una mano marginale, contro troppi avversari e soprattutto fuori posizione.

L’allin non è un semplice optional

Ci sono giocatori che sotto i 25 bui tendono ad escludere l’allin, se non con mani premium. L’allin è un punto di forza che non va sottovalutato. In un tavolo passivo e con diversi call preflop ad esempio, un player scafato cercherà se in posizione di muovere allin con una mano discreta. Ovviamente non è una mossa che si può fare ad ogni mano, ma con meno di 25 big blind diventa legittimo pushare.

Agli occhi di tanti giocatori alle prime armi questa è un’azione che spaventa, ma in realtà viene consigliata un pò da tutti. Insomma con pochi big blind c’è poco da stare ad aspettare, se la mano buono arriva, è il momento di muovere allin.

Eccessivi fold

Se in precedenza abbiamo detto che una corretta selezione delle mani aiuta per sopravvivere sotto i 25 big blinds, lo stesso vale per quello che concerne i fold. Una passività eccessiva porta solo ad un’eliminazione lenta ed inesorabile. E non c’è out peggiore in questo gioco che “morire di bui ed ante“. Soprattutto da small e big blind, si passa da giocatori che giocano fin troppo aperti, a players che si chiudono a riccio in maniera estrema.

Come per i call, anche con i fold dovremo fare i conti con selezione delle mani, posizione al tavolo, stile degli avversari, odds e infine la grandezza del nostro stack. Quando si scende al confine dei 10 big blind, bisogna essere consapevoli che il fold non può essere eterno. Ma serve un cambio di rotta per non finire nell’angolo degli eliminati.

Conclusione

Quando riusciremo a limare questi errori ed abbassare la percentuale degli sbagli commessi, allora saremo in grado di affrontare la situazione da short e small stakes. Il vero capolavoro in questo caso, è trasformare la situazione da svantaggiosa, a nostro favore.

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