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il 30 Mag 2020

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Quando il Main Event WSOP si decise con un heads up tra due qualificati, 20 anni prima di Moneymaker

Quando il Main Event WSOP si decise con un heads up tra due qualificati, 20 anni prima di Moneymaker

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La storia del poker è cambiata nel 2003, con la vittoria di Chris Moneymaker. Da quel momento in poi un boom pazzesco per il gioco, inseguendo il sogno di diventare campioni investendo pochi spiccioli. Un sogno che 17 anni dopo sembra restare tale. Eppure il primo qualificato a laurearsi campione del mondo non è stato l’ex contabile.

O meglio: è stato il primo a farlo online, ma non il primo in assoluto. Bisogna tornare indietro di 20 anni rispetto al 2003 e precisamente nel 1983. In quell’anno alle WSOP vengono introdotti i tornei satelliti per qualificarsi al main event. Un modo per dare delle chances a chi non può permettersi i 10.000 dollari di iscrizione.

E proprio da uno di questi satelliti si qualificherà il campione del mondo 1983: Tom McEvoy . Runner up un altro qualificato live, come Rod Peate. Due giocatori che senza quei satelliti probabilmente non avrebbero preso parte al main event WSOP.

L’idea di Eric Drache

In quegli anni, direttore delle World Series of Poker di Las Vegas era Eric Drache. Manager di grande esperienza nei casinò di Sin City e con una notevole visione. Talmente immensa che intuì per primo l’importanza di dare una porta d’accesso “privilegiata” a tutti i giocatori. Ovvero, qualificarsi agli eventi più importanti e dal buyin più pesante, investendo molti meno soldi.

In effetti all’epoca erano pochi i giocatori professionisti di poker e ancor meno erano coloro che potevano permettersi di spendere 10.000 dollari ad esempio, per iscriversi al main event. Da qui l’idea di Drache di creare dei tornei di qualificazione con buyin ridotti che mettessero in palio uno o più accessi al torneo principale. Una sorta di democratizzazione del gioco. Un idea geniale che nel tempo farà la fortuna di tanti giocatori.

La cavalcata di Tom McEvoy

Nel 1983 quindi, fra coloro che decidono di provare a qualificarsi al main event WSOP, troviamo Tom McEvoy. Un giocatore molto conosciuto nell’ambiente del poker live americano e che vantava già un bracciale in carriera. Il buon Tom decide di provare la qualificazione in un tavolo “Sit&Go” da 10 giocatori, investendo 1.100$ di buyin. Un solo pacchetto per il main event.

Dunque vince solo il primo in questo tavolo ridotto e sarà proprio McEvoy ad avere la meglio sui nove rivali, assicurandosi il ticket da 10.000 bigliettoni per il campionato del mondo 1983. E qui, spicca il volo il futuro campione. In mezzo ad un field di 108 giocatori, Tom McEvoy metterà le mani sul più ambito dei bracciali, intascando una prima moneta da 540.000 dollari.

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Non male per un player che solo pochi giorni prima aveva investito un decimo del buyin del main event. Minimo investimento e massima resa. A tutti gli effetti quindi, Tom è stato il primo giocatore nella storia delle WSOP a vincere il mondiale, dopo essersi qualificato con torneo satellite.

Rod Peate completa l’accoppiata

A rendere ancor più speciale l’edizione 1983 del main event WSOP, ci pensa Rod Peate. Quest’ultimo era un giocatore non professionista che un paio di settimane prima del main event era riuscito ad intascare il ticket da 10 mila dollari: emergendo addirittura in un affollato satellite da 110 dollari di buyin. Già di per sé una grande impresa.

Impresa che divenne ancor più speciale, quando lo stesso Rod si rese protagonista di una favolosa deep run nel campionato del mondo, chiusa con la seconda piazza alle spalle di Tom McEvoy. Un coppia di qualificati che ridisegnano la storia del main event WSOP 1983, classificandosi al primo e secondo posto.

Una rivoluzione totale nell’allora pioneristico poker live. La quattordicesima edizione delle World Series Of Poker stava vivendo un vero e proprio capovolgimento. Il buon Rod Peate, grazie a quel secondo posto, porterà a casa 216.000 dollari, dopo averne spesi appena 110$.

Per la cronaca, sul gradinò più basso del podio, ecco il solito Doyle Brunson. Il due volte campione del mondo, vide svanire sul più bello, la possibilità di conquistare il terzo titolo iridato, consolandosi con un assegno da 108.000 dollari.

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