Tuesday, Mar. 9, 2021

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il 21 Gen 2021

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PokerStars Championship Montecarlo 2017: Dietrich vs Kolkowicz, quando AK è un problema

PokerStars Championship Montecarlo 2017: Dietrich vs Kolkowicz, quando AK è un problema

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Quante volte, nel corso della nostra carriera pokeristica, ci siamo trovati in difficoltà nel dover gestire una mano come AK su un board composto da carte basse?

E’ capitato spesso, e ricapiterà molte volte.

Risulta interessante, peraltro, vedere come giocatori professionisti gestiscono il problema anche ad altissimo livello. In questo caso, abbiamo un esempio che arriva dalle fasi finali dell’importantissimo PokerStars Championship di Montecarlo del maggio 2017.

Big Slick, che situazione

E’ il 4 maggio del 2017, ci troviamo a Montecarlo in occasione del PokerStars Championship, torneo di grande prestigio dal buy-in di €5.300 al quale hanno preso parte ben 727 partecipanti. Siamo a 13 players left, comprensivi peraltro del nostro Raffaele Sorrentino.

I premi grossi si stanno avvicinando, dato che chi esce ora percepirà un premio di 33.600€, ma arrivare al tavolo finale vorrebbe dire mettere le mani su premi molto più consistenti.

In questa mano, i bui sono 12.000/24.000 , e da early position il tedesco Moritz Dietrich (con uno stack di 520.000) apre a 70.000 con A K. Foldano tutti sino al grande buio, dove siede il francese Micheal Kolkowicz, che con uno stack di 2,5 milioni spilla K Q, e decide di fare call.

Si va al flop (pot 190.000):

9 6 2

Doppio check.

Turn (pot 190.000):

2

Kolkowicz fa check, Dietrich punta 40.000 . Kolkowicz va in check-raise, alzando la posta a 105.000. Dietrich chiama.

Comparatore Bonus

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River (pot 400.000):

4

Kolkowicz bet 235.000. Dietrich, messo quasi in all-in, ci pensa su e alla fine fa call, vincendo il colpo.

La prima riflessione, naturalmente, riguarda lo stack ridotto del tedesco, che sceglie di giocare una mano come AK senza andare ai resti con 20 bui: scelta corretta?

Sicuramente, poi, il fatto che il francese non tribetti preflop aiuta a definire il suo range, che evidentemente non viene ritenuto di valore dopo il check al flop.

Cosa vorrebbe però rappresentare Kolkowicz al turn?

Voi che ne dite?

Cosa avreste fatto con AK in quello spot?

Come avreste giocato nei panni invece del francese sul grande buio?

 

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