Ci sono circostanze in cui una cospicua overbet al river assume parecchi significati. Può voler essere una puntata per valore come un bluff gigantesco: la differenza, talvolta, è sottile.
Risulta a questo proposito interessante l’analisi di questa mano, disputata ad un tavolo cash game presso il Casino di Detroit.
Scelta complessa al river
Siamo a metà aprile, al Greektown Casino di Detroit, dove si sta giocando una partita cash game 10-20$.
In questa mano, un giocatore (che per comodità chiameremo “Mike”) possiede uno stack di 3.500$, e da middle position apre a 60$ con 8
8
.
La parola arriva al bottone (che per noi sarà “John”), che con uno stack di 3.650$, effettua una 3bet a 280$. I bui foldano e Mike chiama.
Flop per due (pot 590$)
7
6
3
Mike fa check. John , da bottone, punta 180$. Mike, con la sua overpair, decide per un rilancio a 560$. John chiama.
Turn (pot 1.710$)
5
Doppio check.
River (pot 1.710$)
4
Mike fa check, con la scala sul board John va all-in per 2.810$. Parola a Mike, che deve stabilire il da farsi con la sua mano. E’ evidente che abbia una scala più alta rispetto al board, board che però contiene anche tre carte di picche.
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La scelta di Mike
Dopo una pensata lunghissima, alla fine Mike opta per il call. Il suo avversario mostra K
K
, e Mike conquista un piatto gigantesco.
Come giudicate la sua linea di gioco? Avreste chiamato al suo posto al river? Che range attribuireste a John?
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