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il 13 Giu 2021

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Tom McEvoy, amato ambasciatore del poker USA: cosa fa oggi

Tom McEvoy, amato ambasciatore del poker USA: cosa fa oggi

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Pochi sanno che uno dei più grandi ambasciatori e uomo immagine del poker, quantomeno negli Stati Uniti, è Tom McEvoy: campione del mondo 1983 (anno in cui ha vinto il Main Event delle WSOP), oggi è noto per i metodi gentili ed eleganti con cui promuove il poker nel mondo.

Ma come è arrivato McEvoy a ricoprire tale carica? Andiamo a scoprirlo.

Thomas McEvoy, il contabile del Michigan

Thomas McEvoy, più semplicemente conosciuto come Tom, nasce nel 1944 a Grand Rapids, nel Michigan, da una famiglia ultra-conservatrice.

Nel contesto di una gioventù votata esclusivamente allo studio e all’apprendimento delle buone maniere, fin dai cinque anni l’unico motivo di svago per Tom saranno le partite a carte con nonna, che ha insegnato ai propri nipoti fin da piccolo il cosiddetto “Penny ante poker”, una variante di poker a stake estremamente bassi (da qui il prefisso “penny”, appunto).

La cosa curiosa è che Tom, dopo qualche anno di partite (e di sonore sconfitte) con l’abilissima nonna, inizia a giocare con gli altri cugini e con i vicini di casa, mostrando una spiccata dote per i giochi con le carte.

Mantiene questo hobby anche negli anni del college, dove da un lato  studia per diventare contabile, dall’altro sfida i propri compagni di corso continuamente (stavolta a Texas Hold’em, nel frattempo brillantemente appreso), il più delle volte con risultati positivi.

Tanto da organizzare delle vere e proprie partite casalinghe low stakes , in cui inizia a raggranellare qualche soldino. Ospita infatti delle partite limit in cui la puntata massima è di 5$: non molto, ma abbastanza da fargli ben arrotondare.

Dopo la laurea, trova impiego come contabile, pur continuando a tener d’occhio le carte. E, come per molte storie di questo tenore, si rende presto conto di guadagnare più con le partite casalinghe (e le scorribande a Las Vegas, che nel frattempo inizia a fare) che non col lavoro, così nel 1978 – tra un litigio e l’altro con la moglie, che non vede di buon occhio la cosa – si licenzia con l’obiettivo di diventare poker pro a tutto tondo.

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Il trasferimento a Las Vegas

Tra non poche perplessità, Tom si trasferisce a Sin City con moglie e figli, dove fin da subito impiega una porzione del suo bankroll (derivante un po’ dal licenziamento, un po’ da quanto accumulato in precedenza) sia nei tornei che nel cash game.

I risultati sono buoni, così dopo qualche anno in cui Tom bada a sistemare la propria famiglia, nel 1982 vira interamente verso una carriera torneistica, cogliendo qualche risultato soddisfacente.

Ma l’annata da ricordare diventa quella del 1983: Tom gioca (e vince) il Main Event delle WSOP davanti a 108 partecipanti,  facendo meglio anche di Doyle Brunson, giunto terzo. La curiosità è che la partecipazione è arrivata tramite un torneo satellite, dal momento che i 10.000$ di buy-in rappresentavano ancora una cifra fuori portata, per un singolo torneo.

La strada, a quel punto, è spianata: Tom diventa una presenza fissa dei tornei di Las Vegas per tutti gli anni ’80, dove vince complessivamente quattro braccialetti ma coglie piuttosto centinaia di piazzamenti ITM (solo 44 alle WSOP), riuscendo a diventare per anni uno dei torneisti più vincenti del mondo.

Tom McEvoy oggi

Amato e benvoluto da tutta la community pokeristica, a partire dai primi anni duemila si è visto dapprima ingaggiare da PokerStars come testimonial per lo sviluppo del poker nel mondo, poi è diventato uno stimato redattore di testate giornalistiche nonché autore di oltre una dozzina di libri su tecnica e tattiche di gioco.

Una curiosità: Tom ha più volte utilizzato il suo “peso politico” in quel di Las Vegas per apportare migliorie per il gioco e per i giocatori. E’ per la sua fortissima pressione, infatti, che oggi è vietato fumare all’interno delle poker room.

Dall’alto dei suoi oltre 3 milioni di dollari vinti in tornei live, oggi Tom McEvoy vive a Las Vegas con la propria moglie, e non manca di comunicare in continuazione con l’ecosistema dei giocatori, al fine di trovare soluzioni e innovazioni che giovino all’amato gioco del poker.

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