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il 19 Ott 2021

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Una maratona heads-up di sei ore per il braccialetto WSOP: il racconto di Ari Engel

Una maratona heads-up di sei ore per il braccialetto WSOP: il racconto di Ari Engel

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Una maratona interminabile: sei ore di heads-up per stabilire il vincitore del braccialetto.

Ari Engel ha raccontato ai microfoni di PokerNews le fatiche che qualche giorno fa, al 10.000$ Championship Omaha hi-lo, gli hanno portato il secondo titolo WSOP in carriera.

Lo specialista di lungo corso, conosciuto online con il nickname ‘BodogAri’, ha riconosciuto che le vittorie dal vivo hanno tutto un altro sapore.

 

Focus e concentrazione

Nella intervista video il 38enne canadese ha manifestato tutta la sua gioia:

“Vincere i tornei è davvero dura, ne ho giocati tanti e la maggior parte delle volte finisce che il vincitore non è sempre il giocatore che ti aspetti, quindi è una grande gioia.”

Engel ha aggiunto che il testa a testa è stato una esperienza talmente bella da non aver avuto problemi a mantenere focus e concentrazione:

“E’ stata una esperienza meravigliosa perché quando arrivi lì ti sei già assicurato tanti soldi e in pratica è come se stai giocando per un bonus, altri soldi e il braccialetto. Quando ero lì volevo solo che non finisse mai. Era davvero cool poter stare lì a giocare, tanto più che l’omaha hi lo è il mio gioco preferito e mi piace giocare hedas-up. E’ stata una esperienza incredibile e non è stato difficile mantenere il focus così a lungo. non avevo problemi, poteva anche andare avanti per sempre.”

 

Obiettivo braccialetto

Engel ha poi chiarito che non è che fosse proprio immune da tensione:

“Ovviamente ero nervoso e avevo paura di perdere, non avrei mai voluto perdere, ma dopo aver vinto posso dire che è stata una gran cosa che [il testa a testa] sia durato così tanto, è un ricordo bellissimo che porterò con me. Sono molto competitivo, voglio sempre vincere, in qualsiasi torneo e conosco la sensazione di dolce amaro che arriva ogni volta che non vinci, anche se è un grande torneo. Volevo vincere a tutti i costi, avevo il rail che tifava per me e mi supportava. Ovviamente il mio avversario è rimasto deluso dal secondo posto  ma nello stesso tempo sappiamo che può succedere a volte, non si può sempre vincere, sono un professionista e so che non si può sempre vincere.”

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Ari Engel & friends

 

Il sapore diverso della vittoria live

Il professionista dell’Ontario ha poi sottolineato quale sia la differenza principale tra live e online:

“La differenza con l’online è che live è tutto più intenso, vincere o perdere è davvero più intenso. Bluffare online è più facile per tutti e anche per me, si tratta solo di cliccare un bottone col mouse. Dal vivo invece può essere imbarazzante. Quando lo fai davanti a tante persone su un palco… Online quando vinci non hai nessuno che ti festeggia, dal vivo è una esperienza più intensa.”

 

Il programma WSOP

Per cercare di assaporare di nuovo il gusto speciale della vittoria live, Engel continuerà a giocare a pieno regime quello che resta di questa edizione World Series, ma senza particolari aspettative: il suo obiettivo è solo dare il meglio.

“Giocherò tanti eventi ma non ho aspettative particolari, gioco le WSOP dal 2005 e fino al 2019 non avevo mai finito nelle prime nove posizioni di un evento. Tornare a giocare dal vivo dopo un anno e mezzo di stop è una gran cosa, poi ovviamente il mio può essere un punto di vista falsato dal braccialetto vinto. Per quello che resta delle WSOP non mi aspetto nulla in particolare ma ovviamente spero nel miracolo”.

 

 

Photo credits: PokerNews

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