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Esclusivo da Praga: Simone Demasi ci racconta chi è realmente 94pazzini94

Storie

dal nostro inviato Davide De Luca –

Praga – E’ mancato il guizzo finale: nel day 3 del PokerStars Main Event Eureka andato in scena ieri al King’ Casino di Praga, Simone Demasi si è dovuto arrendere in 24esima posizione per 11.690€.

27 anni, da Genova, Simone era sostanzialmente al suo primo vero live di rilievo, ma per una sorta di processo inverso rispetto alla canonica routine, molti di voi conosceranno già il suo nickname online: ‘94pazzini94‘ si è reso infatti protagonista di un 2021 davvero superlativo con oltre 50.000€ di profit nelle varie room italiane.

Laureatosi in economia a ridosso di quel maledetto 2020 che ha stravolto buona parte delle nostre vite, Simone si è ritrovato davanti a un bivio. Le opzioni? Accettare un’intrigante offerta di un’azienda e trasferirsi a Milano per lavoro o coltivare con maggior decisione quella passione che aveva da anni:

“Perseveranza è una delle parole chiavi della mia vita. Quando mi sono ritrovato a dover scegliere cosa fare, la passione per il poker ha prevalso. E a due anni di distanza posso dirti che rifarei ancora e ancora quella scelta. Sapevo di poter migliorare ed ero certo che quell’hobby sarebbe potuto diventare un lavoro. Testa bassa e lavorare. E dopo qualche mese, lo studio e l’abnegazione hanno portato i loro frutti.”

Un paio di Night On Stars, un domenicale di rilievo e tanti ITM hanno accresciuto la popolarità di Demasi nella community fino a diventare uno dei giocatori emergenti più interessanti del panorama .it.

“Sono follemente innamorato dei tornei! Nei prossimi mesi continuerò sicuramente con lo studio di questa disciplina; a livello di skills penso di poter migliorare tanto. E poi, chissà. In futuro mi piacerebbe anche capirci qualcosina in più di cash game.”

Nonostante abbia sicuramente più esperienza online, Simone ci rivela di avere un debole per il vero poker giocato:

“A 18 anni, la mia prima volta in un casinò, vinsi un torneo in cui eravamo 94 giocatori. Un segno? Nel 2015 riuscii addirittura a vincere una picca in un side event EPT di Sanremo. Amo giocare live e per assurdo penso anche di esprimere un gioco migliore.

Il mindset è sostanzialmente il mio punto di forza e l’essere completamente focus è una prerogativa fondamentale. Quando hai 10 tavoli e un mouse in mano non è semplice esprimere l’A game e una scelta sbagliata può creare un mini effetto domino. Live, anche quando non gioco uno spot nel migliore dei modi, tiro e dritto e guardo avanti. Per far sempre meglio. Però non chiedermi di ieri, per favore…”

E invece ci tocca. Lo spot che ha condannato Simone all’eliminazione può essere infatti considerato un pizzico borderline preflop:

“Sai quando hai quelle sensazioni che ti dicono ‘non farlo non farlo non farlo’… E poi lo fai? Ecco. Ho 19x da bottone e Q8. L’open potrebbe anche starci se sul bb non ci fosse stato un reg bravo con 70x. Apro x2 e lui difende. Il flop è Qd6s2s. Check-raisa la mia small c-bet e io tribet/shovo, anche se avrei potuto callare flop e giocarmi poi tutti i soldi su qualsiasi turn. Lui mi fulmina e gira AA. Un 6 turn riduce i miei outs a sole due donne, ma giustamente il river è una blank.”

Dopo qualche minuto di fisiologico tilt, hai provato a riprendere subito il giusto approccio:

“E’ andata così. Ma come dicevo prima: tirare dritto e andare avanti. Perseveranza. Oggi giocherò il mio primo Main Event EPT e… Sono carichissimo!”

Intervista a cura del nostro inviato Davide De Luca