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il 10 Giu 2012

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WSOP 2012 – Dario Alioto vs Barry Greenstein: una lettura a Seven Card Stud Hi/Lo

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WSOP 2012 – Dario Alioto vs Barry Greenstein: una lettura a Seven Card Stud Hi/Lo

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Durante il torneo di Seven Card Stud Hi/Lo, evento #15 da 5.000$, Dario Alioto si scontra al tavolo con Barry Greenstein, considerato da molti uno dei guru del poker mondiale. Il torneo è molto tecnico, e il livello di pensiero che adottano due giocatori del calibro dei protagonisti di questa mano è sicuramente intenso quanto istruttivo per capire le dinamiche dei thinking process in questa variante. 

LO SPOT – Dario, capitano di Sisal Poker, con un Asso di picche esposto e A2 di fiori coperte apre, gioca solo Greenstein di bring-in con un 4. Prima di me hanno foldato due 8, un 7 e un 5; dopo di me ha foldato un 6.

QUARTA CARTA – Dario pesca un nove di cuori, Greenstein un dieci di fiori. Dario punta, Greenstein rilancia, Dario chiama.

Non mi spaventa il rilancio di Barry, avrei potuto anche 3bettare in un cash game, ma in un torneo rischio di ingrossare il piatto senza effetti particolari poiché di certo, in questo momento della mano, non ho fold equity. Inoltre, limitandomi al call maschero la mia mano, e preferisco farlo così da non dare info a quello che reputo un ottimo giocatore.

QUINTA CARTA – Dario trova una donna di fiori che gli dà 3/5 di colore, così esponendo AQ9, mentre Greenstein vede un dieci che gli dà 4fTf5c esposte. Dario checka nuovamente, Greenstein punta, Dario chiama.

SESTA CARTA – Al capitano del Sisal Poker Team Pro arriva un dieci, a Greenstein un 6f, ancora check-call di Dario, ma qui il ragionamento si fa interessante.

Il dieci che becco mi aiuta ad escludere dal range del mio avversario un tris di dieci o una doppia al dieci, perché mi ha raisato in quarta strada quando ha pescato un dieci. A quel punto cerco di capire: se mi ha rilanciato con 4/5 di colore, in quarta a questo punto ha chiuso il suo flush. Ma non capisco perché avrebbe dovuto rilanciarmi con un flush draw. L’unico motivo per cui ha scelto il raise potrebbe essere che, vedendo A9 esposti, mi fa debole perché potrei aver aperto con tre carte per il low. Ricapitolando: tendo a non credere a tris/doppia, escludo un flush draw, quindi decido di chiamare.

SETTIMA CARTA – A Dario entra un 7, a Greenstein un 5. Check-check.

Praticamente aveva due jack di partenza: ha cercato di rilanciare per chiudere il colpo. In sesta strada, quando esponeva tre fiori, aveva coppia di jack e flush draw, dove ha giustamente provato a puntare. All’ultimo giro, giocando praticamente in semibluff, ha chiuso una doppia e ha checkato dietro per valore. Finché ero davanti ho continuato a tenere botta senza farmi outplayare, quando mi ha superato non ha puntato perché probabilmente non avrei chiamato con una mano inferiore alla sua. Ho giocato bene e perso all’ultima carta.

 

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