Saturday, Sep. 21, 2019

Strategia

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il 26 Set 2010

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Loose Aggressive o Tight Aggressive?

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La letteratura “pokeristica” in generale, da sempre, consiglia un approccio tight-aggressive al NLHE .

Campioni come Harrington considerano questo tipo di approccio il meno rischioso e più redditizio, ed in effetti la stragrande maggioranza dei players lo adotta.

La stessa letteratura però ci insegna ad affrontare diversi tavoli con diverse strategie, adottando uno stile opposto a quello dello/degli opponents da fronteggiare, dunque, dando per vero quanto appena asserito in merito allo stile di una larga maggioranza di players, si deduce che un approccio LAG ai tavoli può risultare spesso un’arma vincente.

C’è inoltre da dire che è altrettanto importante saper variare il proprio gioco al fine di non essere facilmente leggibili, dunque adottare, durante un torneo, qualche elemento loose potrà servire a rendere più arduo il compito dei nostri avversari nel tentare di capire se abbiamo in mano una monster o un 72off.

Un giocatore conosciuto e rinomato come tight, difficilmente estrarrà molte chips dalle proprie mani in quanto tutti sapranno che ha una mano forte. Certo questo presupposto farà anche si che egli possa ogni tanto fare dei facili steal, ma saranno molti di più quelli che egli subirà da un giocatore LAG che quelli che effettuerà.

Un Loose-Aggressive entrerà in moltissime mani rilanciando anche con carte marginali, saprà spingere al momento giusto per aggiudicarsi piatti uncontested, fingersi forte di fronte ad un minimo segno di debolezza, e saprà capire, di fronte ad una eccessiva resistenza, quando è il momento di gettar via le proprie carte.

Applicare una strategia LAG ad inizio di torneo può farvi accumulare molte chips, che vi saranno utili nelle fasi intermedie, dandovi un immenso vantaggio sui giocatori in average.

Tendenzialmente e per definizione, un giocatore Tight non vorrà rischiare di uscire dal torneo nelle prime fasi, e di fronte a cospicue puntate non raramente vi lascerà la mano, anche con un AK servito.

Un LAG deve dunque mirare ad accaparrarsi tanti piccoli piatti. Come? Rilanciando sempre quando entra in gioco in modo da sfoltire il campo, puntando sul flop che nel 60% dei casi non avrà aiutato il suo avversario, raisando una c-bet del tight per spaventarlo e accaparrarsi il piatto, 3bettando per capire dove sta la propria mano, in modo da poterla poi facilmente foldare.

Se da UTG andrete in Bet con 72off ricevendo un solo call, un AK6 sul board seguito da una vostra bet farà foldare il QQ avversario o inviterà l’oppo con AK a un raise che vi permetterà di foldare senza difficoltà. Di fronte a un call sospetto potrete altrimenti mettervi in modalità check-fold.

Quali sono i principali rischi e svantaggi di un gioco LAG?!

La mia personalissima opinione è che il rischio maggiore sia quello di affezionarsi alla propria mano e non saperla foldare. Se siete entrati nel piatto in steal con Q8 che ha ricevuto un call, ed il board presenta qualcosa tipo QT5, non attaccatevi troppo a quella Donna perché con buone probabilità la vostra è la seconda best hand!

In sostanza, giocare LAG è rischioso per chi non ha un grande autocontrollo e una buona capacità di fold, ma estremamente redditizio per chi, con disciplina, riesce ad attaccare i piatti giusti e farli suoi.

Nelle fasi intermedi e finali di un torneo sarà la pila di chips che si avrà davanti a dettare il nostro gioco, e non quella coppia di assi da cui il giocatore tight sarà dipendente.

Ovviamente per chi non ha esperienza di gioco Loose-Aggressive, sperimentarlo dall’oggi al domani può essere molto controproducente, ma perché non allenarsi un po’ ai micro limiti per inserire questo stile di gioco tra le vostre armi?!
GG

TomRight

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