Monday, Sep. 28, 2020

Strategia

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il 2 Ott 2010

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Quanto puntare preflop nel Poker Texas Hold’Em

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Dopo aver letto i libri di Dan Harrington (spesso tra i più  consigliati per i neofiti dei tornei di texas hold’em) una delle cose che più mi ha sorpreso sono le sue regole per i rilanci preflop quando siamo i primi a entrare nel piatto.

Voglio con questo articolo soffermarmi su questo particolare aspetto del gioco che tanto amiamo e in particolare (non tanto sulla decisione di rilanciare, chiamare o foldare, bensì) sull’ammontare dei nostri rilanci. Considererò soltanto la situazione in cui nessuno prima di noi sia già entrato nel piatto (e ovviamente non tratterò di quando saremo in fase push/fold) e vi enuncerò le tre diverse teorie che circolano tra i giocatori professionisti.

1) IL RILANCIO STANDARD

Rilanciare sempre lo stesso importo. Il rilancio standard cambia a seconda della fase del torneo in cui ci troviamo. Ciò significa che nelle fasi iniziali dei tornei il rilancio standard sarà uguale a cinque volte il grande buio, poi si ridurrà velocemente a tre volte il grande buio. Per vari livelli si manterrà su questo importo e successivamente inizierà a scendere non appena i bui saranno abbastanza grandi rispetto agli stack dei giocatori.

Finirà per essere qualcosa come due volte e mezzo il grande buio per non cambiare più fino all’arrivo della fase di push/fold. Il punto chiave è comunque che il rilancio non dipenderà dalle carte o dalla posizione ma solo dal livello di bui in cui ci troveremo.

Il vantaggio di tale gioco è ovvio: non daremo alcuna informazione quando vorremo rilanciare. D’altro canto ci troveremo a giocare in maniera non ottimale.

2) IL RILANCIO RANDOM

Rilanciare in maniera casuale. Questa è la teoria che enuncia Harrington nei suoi volumi. Ogni mano di partenza con la quale rilanciare ha un range di importi coi quali potremmo effettuare la nostra puntata. Per esempio con una coppia di re in posizione intermedia, potremmo rilanciare di tre volte il grande buio il 50% delle volte, quattro grandi bui il 30% e il restante 20% cinque volte il grande buio (potremmo a volte voler solo chiamare ma noi stiamo considerando solo le volte che entreremo nel piatto con un rilancio).

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Il chiaro vantaggio di questo metodo è che potremo rendere ingannevoli le nostre giocate: i nostri avversari faranno fatica a capire che non c’è correlazione diretta tra i rilanci e la forza delle nostre mani, generando per questo da parte loro una maggior quantità di errori. Lo svantaggio più grande è dovuto al fatto che un uomo non riesce ad agire in maniera completamente casuale e così noi daremo inconsciamente al resto del tavolo preziose informazioni sulle nostre due carte.

3) IL RILANCIO CASH

Questa teoria è indirizzata al gioco cash, tuttavia, siccome il gioco cash e il gioco nei primi livelli di un torneo è molto simile, va citata anche in questo settore del texas hold’em. Potrebbe persino essere interessante (e trovare applicazione) nei livelli finali di un torneo.

Si basa sul fatto che ognuno usi un rilancio standard (come nella prima teoria affrontata) ma lo standard varia a seconda della posizione in cui ci si trova al tavolo. I fautori di questa teoria  sostengono che si debbano effettuare rilanci minori nelle prime posizioni rispetto a quando ci si trova sul bottone (tre grandi bui da under the gun fino a cinque sul bottone).

I motivi di ciò vanno ricercati ovviamente nel fatto che nelle posizioni finali abbiamo più informazioni e abbiamo inoltre una posizione migliore dopo il flop. Il rilancio standard dalle posizioni iniziali sarà quindi di tre grandi bui, da posizioni intermedie quattro, da cutoff, bottone o piccolo buio arriverà a cinque volte il big blind.

Il vantaggio è che non daremo informazioni circa la bontà della nostra mano visto che aumenteremo l’entità dei nostri rilanci solo in base alla posizione; lo svantaggio è che metteremo nel piatto più chips con mani qualitativamente peggiori. Tale svantaggio non è compensato completamente dal vantaggio di posizione poiché potremmo essere eliminati da un resteal o da una monster di un giocatore che deve parlare dopo di noi o che si trovi sul grande buio.

Come avete visto tutte e tre le teorie presentano vantaggi e svantaggi e sono sicuro voi ne vedrete altri che io non ho qui menzionato. Come ogni volta nel texas hold’em non possiamo trovare una risposta univoca al nostro quesito, ma possiamo modellare il nostro gioco ben sapendo che potrebbe essere vantaggioso ognuno dei tre approcci che ho elencato.

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