Thursday, Apr. 25, 2019

Strategia

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il 9 Feb 2019

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Fare Check al River

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Fare Check al River

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Quando una mano raggiunge il river fare la scelta giusta su quest’ultima street diventa cruciale per 2 principali ragioni: innanzitutto perchè chi si aggiudica questa street vince il piatto, e inoltre perchè la puntata sul river è la più grande e dunque la più costosa o la più profittevole.

Ecco perchè a volte è opportuno fare check al river.

Durante le precedenti streets, partendo dal gioco preflop, ogni giocatore ha “raccontato una storia”, che finalmente sul river giungerà al finale.

Questa storia, come suggerisce uno dei testi di Harrington, è composta da 3 parti:

  • La tua mano
  • Le mani che potrebbe avere il tuo avversario
  • Le mani che potresti avere tu agli occhi del tuo avversario

 

Gli scenari del river

A prescindere però della storia si possono verificare alcune differenti situazioni oggettive:

  1. Tu hai il nuts
  2. Hai una mano molto forte ma non nuts
  3. Hai una buona mano
  4. Hai una mano con un minimo di valore
  5. Non hai niente

In questo articolo ci soffermeremo ad analizzare nel dettaglio il punto 4, ma prima diamo due semplici linee guida anche per i primi due punti.

Nel caso 1 la vostra unica preoccupazione dovrà esser quella di guadagnare il più possibile, e lo potrete fare in metodi differenti a seconda degli avversari e di quanto forte crediate sia la loro mano. Potrete a seconda dei casi, puntare per valore, effettuare una sucking bet, indurre il vostro avversario al bluff ecc.

Nel caso 2 dovrete invece porvi solo una domanda: se io puntassi ed il mio avversario rilanciasse sarei in grado di foldare? Se la risposta è NO, allora vi comporterete come se aveste il nuts in mano. Tenete però sempre presente che avere il nuts è cosa molto rara e quindi anche da un solo punto di vista matematico-probabilistico giocare una mano molto forte come se questa fosse il nuts sarà una mossa con Expected Value positivo. Se però in uno spot particolare la risposta fosse SI allora ci comporteremo come nei casi 3 e 4 che andiamo adesso ad analizzare.

Nonostante avere una buona mano o una mano con un minimo di valore siano due cose abbastanza differenti concettualmente, e nonostante lo stesso Harrington le tratti in maniera decisamente differente, io vorrei invece trattarle in questo articolo come fossero identiche.

Uno degli errori principali, spesso commesso dai giocatori alle prime armi, è proprio quello di non resistere ad effettuare una puntata sul river qualora abbiano in mano un punto di media forza.

 

Quando è meglio checkare il river?

Ipotizziamo ad esempio di riuscire a chiudere una scala su un board che presenti 4 carte dello stesso seme ed una coppia. Su questo board sono dunque possibili molte mani che battono il nostro punto, benché esso sia un bel punto: Poker, Full,e Colori.

Su spot di questo tipo la nostra mano, pur essendo un punto alto, va trattata come una mano che abbia solo un minimo di valore di showdown.

Il concetto che dunque voglio oggi portare in evidenza è quello del “ci chiama solo chi ci batte”.

Cosa significa questa frase?

Significa che molto spesso non ci rendiamo conto di effettuare puntate su board talmente pericolosi che chiunque sia disposto a mettere altre chips nel piatto lo farà perché ha un punto migliore del nostro.

Puntare in questo contesti è dunque totalmente inutile perché chi ha un punto peggiore del nostro non ci darà altri soldi, mentre chi ha un punto migliore ci porterà via una ulteriore e cospicua puntata.

Non da sottovalutare anche il fatto che una puntata potrebbe metterci in seria difficoltà qualora dovessimo subire un rilancio.

Vediamo un esempio.

Rilanciamo preflop da MP la nostra coppia di JJ e riceviamo un call dal BB.

Flop A A T. Oppo va in check e noi effettuiamo una c-bet che riceve il call.

Turn A A T T.Di nuovo check per oppo e noi effettuiamo una ulteriore puntata che viene di nuovo chiamata.

River A A T T 7. Avversario di nuovo check, cosa facciamo?

Possiamo innanzitutto dire che il check/call dell’avversario sulle varie streets può significare tantissime cose, quindi qualcuno di voi lo metterà su un range, altri su un range opposto, ma non è questo che ci interessa. A noi interessa esaminare come comportarci adesso.

Se noi effettuassimo una ulteriore puntata chi sarebbe disposto a darci altri soldi senza avere un punto migliore del nostro? La risposta è semplice: NESSUNO. Se ad esempio il nostro avversario avesse inseguito una improbabile scala ad incastro con KQ,QJ,KJ a questo punto folderebbe.

Le uniche mani che chiamerebbero una nostra puntata adesso sarebbero in ordine: Poker di assi, poker di dieci, full di assi, full di dieci ed al limite doppie coppie migliori della nostra. Che senso ha dunque puntare? Ovviamente nessuno.

Il nostro avversario ci ha dato la possibilità di effettuare un check behind, sfruttiamola.

La nostra mano ha qualche probabilità di vittoria, propendiamo per uno showdown anziché rischiare di riaprire il gioco. Questa stessa filosofia di pensiero dovrete imparare ad applicarla in molti spot in cui vi trovate con una mano che ha alcune probabilità di vittoria ma anche molte mani da cui può essere battuta.

Se nello spot sopra esaminato, avessimo invece avuto in mano un asso, avremmo dovuto comportarci come se il nostro full fosse il nuts, tralasciando l’ipotesi che l’avversario potesse avere un poker di dieci.

Questo perché, alla lunga, tra le volte che vinceremo, quelle in cui splitteremo e quelle in cui perderemo il bilancio complessivo sarà EV positivo.

 

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