Saturday, Oct. 16, 2021

Strategia

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il 25 Mag 2010

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Sit and go: due stack grossi contro un corto

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In un sit and go da 9 persone una volta arrivati a premio si potrebbe verificare una situazione in cui ci si trova con due giocatori con stack elevati e un corto: si tratta indubbiamente di un’eventualità molto interessante, in particolar modo se siete uno dei due bulli.

Vediamo però come affrontare questa situazione al meglio in entrambe le occasioni, sia nel caso siamo uno dei due giocatori con uno stack dominante, sia se siamo il giocatore shortstack.

1.  SIAMO UNO DEI DUE STACK DOMINANTI

Vogliamo essere aggressivi poiché la differenza tra il primo e il secondo posto è molto alta.

Dobbiamo però fare attenzione, soprattutto quando ci troviamo sul bottone. Possiamo individuare nel top 30 % delle mani di partenza quelle con cui effettuare un rilancio da primi a parlare prima del flop, visto che l’altro giocatore con stack ampio avrà odds molto buone derivanti dalla presenza delle chips messe dal giocatore corto per pagare il proprio buio. Quando veniamo attaccati dall’altro bullo (o il nostro rilancio viene da lui chiamato) dobbiamo tenere in considerazione il $EV, ossia il valore monetario atteso delle nostre giocate, senza farci biecamente guidare dal chipEV, ossia dal valore atteso della nostra giocata in termini di guadagno di chip.

Molta pratica e un corretto studio dell’Independent Chip Model ci aiuteranno nelle giuste scelte e ci permetteranno di capire come spesso sia sbagliato in queste situazioni chiamare un all in con una coppia di sei, cosa che in altre situazioni, come quelle della fase di pre-bolla, sia spesso la mossa migliore da fare.

Se invece veniamo attaccati con un all in dal corto del tavolo la prima cosa da fare è un veloce calcolo delle nostre pot odds. Con una mano media basterà solitamente avere odds migliori di 1,5 a 1 a meno di presupporre che il corto stia giocando molto chiuso o a meno che il call ci costi più di metà del nostro stack. In questi ultimi due casi avremo bisogno di odds almeno di due a uno.

2.  SIAMO IL CORTO

Vogliamo salvare la pelle.

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Non esiste un range di mani predefinito col quale accettare lo scontro con uno dei due bulli perché tutto va basato sulla grandezza del nostro stack in rapporto soprattutto ai bui. Se abbiamo meno di tre grandi bui ancora a disposizione, potremo voler andare all in con ogni mano.

Se invece abbiamo uno stack esiguo ma minore pressione derivante dall’incedere dei bui, potremo optare per cercare un double up solo con mani dal buon valore di showdown poiché comunque verremo spesso chiamati dagli avversari impazienti. In talune situazioni potremo addirittura, di fronte a uno o più avversari loose con scarsa conoscenza dell’Icm, puntare a sopravvivere per arrivare secondi, guardando semplicemente i nostri avversari scontrarsi e gettare tonnellate di $EV.

Vediamo due esempi con le medesime carte e gli stessi stack, ma con livelli di bui diversi.

NOI (BOTTONE)  1.300 Chips      K – 2 entrambi a picche

SMALL BLIND      6.100 Chips      Q – J entrambi a quadri

BIG BLIND            6.100 Chips      3 di quadri e 3 di picche

BUI 200 – 400: Abbiamo tre big blind, dovremo quindi andare all in e sperare che lo small blind  provi a isolarsi rilanciando all in per vincere le nostre chips. Contro donna e fante siamo infatti favoriti al 55 %; di fronte a un fold dello small blind, saremo comunque al 35 % contro il grande buio.

BUI 100 – 200: Possiamo foldare, sperando che lo small blind rilanci e che il grande buio controrilanci portando a un vero e proprio scontro tra i due bulli. Anche di fronte a un semplice call del giocatore con la coppia di tre, potremo sperare in uno scontro tra i due nelle street successive o comunque avremo una rideterminazione degli stack con uno dei due giocatori a più di 7000 chips e uno a meno di 5000.

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