Friday, May. 24, 2019

Strategia

Scritto da:

|

il 18 Apr 2019

|

 

Jonathan Little e la top pair su un triple barrel: l’analisi del pro americano

Ricevi tutti i nostri articoli via email, inserisci qui

Autorizzo, ai sensi del d.lgs. 196/2003 s.m.i., l’utilizzo dei miei dati personali, anche per conto di terzi, per finalità promozionali e di marketing. Leggi l'Informativa sulla Privacy.

AutorizzoNon Autorizzo

Jonathan Little e la top pair su un triple barrel: l’analisi del pro americano

Area

Vuoi approfondire?

Jonathan Little è uno dei nomi più hot nel mondo del poker live. Dal vivo le sue vincite si avvicinano ai 7 milioni di dollari.

Insomma è uno di quei giocatori che spesso lascia il segno nei tornei live. Lo stesso Little è stato protagonista di una mano particolare alle scorse WSOP e così ha voluto riportarla sulle pagine di Pokernews.com, sia per spiegare i motivi della sua condotta e sia per accendere il dibattito.

Sicuramente è uno spot che fa molto parlare, da qualunque angolazione lo si guardi.

Si tratta di un torneo da $1.500 NLH delle WSOP 2018 e il player americano nella mano che andremo a raccontare si trova da Big Blind con 22.000 gettoni nel livello 400-800 ante 100.

Situazione di full ring al tavolo e c’è l’apertura da under the gun di un giocatore abbastanza chiuso a 1.600. L’unico a chiamare è il solo Little dal grande buio con 9 8 e motiva la sua scelta per un mero aspetto matematico: fra ante e blinds, la differenza da aggiungere è davvero esigua.

Sul flop cadono 9 7 5 e il pro americano opta per il check. Il suo rivale esce a 1.200 su un pot di 4.400 gettoni e considerando la top pair e  l’incastro di scala Little chiama. Sul turn scende 4 e ancora check di Jonathan, a cui segue il bet a 2.000 del rivale su un pot di 6.800 pezzi.

Il player a stelle e strisce asserisce di non sentirsi comodo in questa mano, ma alla fine chiama e porta il piatto a 10.800.

In quinta strada ecco un 4 e arriva il terzo check di fila da parte di Little. Il suo avversario spara la terza cartuccia e piazza 2.100 chips al di la della linea. Il pot adesso si trova a quota 12.900 e per Jonathan c’è da prendere una decisione.

L’americano spiega che l’importo così basso al river, rispetto al pot, aumenta le odds per un call corretto. Ma cosa potrà mai avere il suo rivale in mano?

Jonathan Little elimina dal range del suo avversario mani di partenza assai forti come A-A/K-K/Q-Q. A suo avviso il raise preflop probabilmente avrebbe avuto un size più importante e lo stesso vale per gli importi bettati lungo il board.

C’è la possibilità che abbia a sua volta una top pair, ma con kicker migliore del suo. Non esclude neanche coppie più basse come 6-6 ed eventuali 7 centrati. Difficile che si possa trovare in bluff, ma non impossibile. Ad esempio un A-K qui potrebbe essere una mano reale.

Sta di fatto che dopo diverse riflessioni Jonathan Little chiama e scopre che il suo avversario ha 10 9. Dunque è realmente presente una top pair con kicker migliore e per il pro americano la mano finisce nel peggior modo possibile.

Come giudicate la condatta di Little? Si può passare questa mano? Oppure il call è corretto? Troppo passivo, o invece l’avreste giocata in ugual modo? Fateci sapere sul Club del Poker!

Articoli correlati

Lascia un commento

ItaliaPokerClub non è un operatore di gioco a distanza, ma un portale informativo dedicato ai giochi. Tutte le poker room partner del nostro portale hanno regolare licenza AAMS. Il gioco è riservato ai soggetti maggiorenni e può causare dipendenza e ludopatia.
Consigliamo, prima di giocare, di consultare le probabilità di vincita dei singoli giochi presenti sui siti dei concessionari