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il 18 Apr 2019

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Esiste un momento giusto per giocarsi un coinflip al cash? Sì, ecco quando

Esiste un momento giusto per giocarsi un coinflip al cash? Sì, ecco quando

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Ci sono situazioni nel gioco del poker che spesso hanno bisogno di un’analisi approfondita. Un po’ come ha fatto qualche giorno fa  Lee Jones. Il noto giornalista e giocatore di poker si è recato in un casinò per una classica partita di cash game. E mentre era in attesa di prendere il posto di un giocatore, Jones ha assistito ad una mano curiosa, quanto meno particolare nel suo genere.

Il giornalista esordisce così, sulle pagine di Pokernews: “Ne ho viste di tutti i colori nel mondo del poker. Come tutti quanti credo. Ma quello che è successo al quel tavolo, mi ha fatto molto riflettere”. 

Si tratta di una partita di cash game NLH al $3-$5 e ancor prima che il dealer possa distribuire la prima carta all’under the gun, quest’ultimo annuncia all-in per 1.200 dollari. Una somma di tutto rispetto. Chiaro che un all-in del genere è stato fatto come si dice in gergo al buio.

Un’azione che ha incuriosito lo stesso Jones. “Il mio primo pensiero è stato, con cosa mai potrei chiamare in quella situazione, se fossi uno degli altri giocatori? Che mano mi può indurre a giocare così tanti soldi, contro un giocatore che ha mosso allin totalmente a caso?”. Come prima risposta a se stesso, ha pensato: “Ovviamente un’ottima mano di partenza, che possa lavorare bene contro due carte totalmente a caso. Ma quando conviene chiamare e quando passareE su quest’ultima ultima domanda che lo stesso Jones crea il motivo centrale del suo ragionamento.

Per questo motivo, anche per ingannare l’attesa per poi sedersi finalmente al tavolo, Lee Jones ha cercato su  Pro Poker Tools la risposta alle sue domande. Così ha trovato una serie di mani con le quali la scelta di chiamare diventa giusta nella maggior parte dei casi. E nella sua elaborazione, ha inserito anche l’opzione di un secondo call da parte di un altro players con una mano che potesse runnare preflop almeno al 20%.

I risultati sono interessanti e presentano qualche sorpresa. In un ipotetico testa a testa con il giocatore che ha pushato da utg, le miglior mani per chiamare sono:

  • A2s+, K2s+, Q3s+, J6s+, T7s+, 98s, A2o+, K2o+, Q5o+, J8o+, T9o, 22+

Sempre nel caso di un testa a testa, ma con un vantaggio a nostro favore del 55%, ecco quali combinazioni:

  • A2s+, K4s+, Q8s+, J9s+, A3o+, K7o+, Q9o+, JTo, 44+

Infine, ecco l’ipotesi di un allin a 3, con un terzo players che runna almeno al 20%:

  • A7s+, KTs+, QJs, ATo+, Kqo, 66+

Ovviamente la situazione in cui si è imbattuto Lee Jones è di quelle veramente al limite, ma fanno capire che bisogna sempre ponderare bene le nostre decisioni al tavolo. Cercare di capire quale scelta può essere profittevole e quale no. Ma lo stesso Jones ci tiene a sottolineare anche un altro aspetto. Non dobbiamo decidere solo matematicamente in queste situazioni. Ma anche in base all’importanza del denaro che andiamo eventualmente ad investire.

Come dicevano i vecchi gambler di una volta. I dollari che hai davanti a te, sono i tuoi soldi. Perché sprecarli? Certo se sei una persona ricca, molto probabilmente quei 1.200 dollari non ti pesano. Ma se non lo sei, quanto senso ha giocarsi un colpo del genere, se non siamo nella situazione migliore per chiamare? Ecco credo che l’aspetto matematico, vada di pari passo con l’aspetto economico in  questa mano”. 

Per la cronaca l’allin è stato visto da due giocatori. Il player da utg ha mostrato una coppia di 9-9 che ha retto contro A-Q e K-J. Il coinflip questa volta ha sorriso al gambler, mentre gli altri due hanno visto evaporare un totale di 2.550 dollari in questa mano. “Nel momento in cui il primo giocatore ha chiamato l’allin, ho pensato che stesse giocando un coinflip. Così è stato. Ma vale la pena giocarsi tutto lo stack contro due carte random? Forse in questo situazione no. Contro un gambler del genere, prima o poi riuscirai ad avere la meglio e a prendere tutti i suoi soldi“.

 

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