Thursday, Nov. 14, 2019

Strategia

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il 18 Feb 2011

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Scary Card al river – Come gestire le Premium Hands

Scary Card al river – Come gestire le Premium Hands

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Quando ci troviamo a gestire premium hand come AA, KK raramente potremo contare su ulteriori aiuti dal board, ma salvo particolari casi, dovremo comunque progettare il nostro commitment, dato che vinceremo il piatto la maggior parte delle volte.

Purtroppo però, in alcuni spot ci troveremo a gestire al meglio le varie streets fino alla caduta di una scary card al river. In questi casi quando è giusto tirare il freno a mano e quando invece non dobbiamo condizionare il nostro piano di commitment? Vediamo due esempi:

La bad card non influisce sul piano di commitment

Stacks: 200$, tavolo 6-handed, nl200.

Spilliamo KsKf da UTG ed effettuiamo un raise a 7$. Un giocatore loose chiama dal button.

FLOP: J T 5

Il pot è di 17$ e gli stacks rimanenti 193$. Qual è il nostro piano? Committarci! Il nostro avversario potrebbe aver chiamato con una grande varietà di mani ma il flop non ci preoccupa particolarmente, anzi! In questo spot vogliamo cercare di committarci per arrivare in all-in.

Usciamo in bet per 15$ e BU calls.

TURN è 4 ed il pot 47$

Usciamo in bet di 45$ e BU calls.

RIVER è 9 che rende possibili straight e flush. Il Pot è 137$

Questo bad river deve cambiare i nostri piani? NO!

Ci siamo lasciati dietro meno di una puntata dimensionata al pot ed il range dell’avversario loose può comprendere molte weak hands, inoltre se ci limitassimo al call saremmo comunque tentati di chiamare un suo eventuale all-in, o daremmo lui la possibilità di estrometterci in bluff da un piatto enorme.

Ulteriore ragione per non limitarci al call è che non vogliamo dare l’opportunità all’avversario di effettuare un check behind con una mano peggiore della nostra (così facendo minimizzeremmo i guadagni).

Il river non ci ha regalato una carta piacevole, ma potrebbe non essere piacevole anche per il nostro avversario. Morale: spingiamo i rimanenti 133$ nel piatto!

La bad card cancella il nostro piano di commitment

Stessi stacks, stesse posizioni, stesse carte, ma sul Button è seduto un giocatore tight (VP$IP:25%) con buone skills di gioco postflop. Effettuiamo il medesimo raise a 7$ e riceviamo il call.

Cade lo stesso FLOP: J T 5

Usciamo di nuovo in bet per 15$, ma con la consapevolezza che se ricevessimo un raise, non vorremmo necessariamente andare in all-in. L’avversario è un giocatore sensato, capace comunque di effettuare raise in bluff o semibluff, che ci ha visto c-bettare spesso il flop. Potrebbe dunque fare un call o un raise con una overpair, con top pair, con progetti, ecc. Il nostro piano comunque è quello di puntare per arrivare al commitment, salvo casi particolari.

Il TURN è un 8. Questa carta apre progetti di flushdraw e può completare una Straight, ma non modifica i nostri piani. Puntiamo dunque 45$ e riceviamo di nuovo il call di Button.

Il RIVER è un 9 che completa eventuali flush e che completa sul board una one-card straight.

Può questa carta influire sul nostro progetto di commitment? SI, deve!

Anche se ci siamo lasciati dietro una pot-sized bet il nostro avversario certamente folderebbe qualsiasi mano peggiore della nostra di fronte ad un all-in, mentre chiamerebbe certamente con una mano migliore. A questo punto il nostro piano è quello di tentare di pot-controllare limitandoci ad un check e foldare ad ogni puntata “decente”.

Se l’avversario a questo punto propende per una bet siamo sicuramente dietro. Da notare però che non è tanto la scary card sul river che ha cambiato il nostro progetto, quanto il fatto che “tirare il freno” diventa adesso la miglior scelta, in funzione delle  possibili combinazioni comprese nel range avversario. Quando cadiamo in queste mani, ed arriviamo allo showdown, avremo modo di ricalibrare il range dell’avversario e la nostra equità contro tale intervallo.

Per concludere, è comunque consigliabile, in spot come quest’ultimo, mixare bet for value con check/fold per 2 motivi, ovvero per non dare troppi indizi sul nostro gioco agli avversari che potrebbero altrimenti bluffarci ripetutamente in spot simili e perché comunque spesso vinceremo il piatto massimizzando il guadagno.

GG

TomRight

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