Wednesday, Dec. 2, 2020

Strategia

Scritto da:

|

il 22 Nov 2020

|

 

Come affrontare nel modo peggiore i tornei turbo: cosa non fare da short

Come affrontare nel modo peggiore i tornei turbo: cosa non fare da short

Area

Vuoi approfondire?

Nel poker capita a tutti quanti di trovarsi short stack in un torneo. Soprattutto nel poker online può essere molto pesante dover affrontare situazioni con pochi big blinds a disposizione. Tutto questo assume connotati ancor più difficili, se ci troviamo short stack in un torneo turbo.

I livelli si alzano ad una velocità maggiore e di conseguenza saremo costretti a reagire in un lasso di tempo più ristretto, rispetto ad un evento con struttura lenta. Molti giocatori però mostrano tante lacune, quando si tratta di affrontare una parte del torneo da short e commettono errori che incidono sulla permanenza nel torneo stesso.

Oggi quindi, andremo a vedere 5 cose che non vanno assolutamente fatte da short stack, specie se si tratta di un torneo turbo.

1 – Non giocare ATC

Se siamo in una condizione di short stack, selezionare le mani da giocare diventa di vitale importanza. A maggior ragione con livelli che salgono velocemente. Basta flattare in mezzo al mare mani marginali, basta aprire fuori posizione con coppiette e via dicendo. Dobbiamo fare una cernita di quelle hands che possono aiutarci a risalire la china, da quelle che sicuramente ci porteranno a perdere altre chips o addirittura ad uscire dal torneo.

range con cui giocare si assottigliano e il giocatore navigato sa quanto sia decisivo risparmiare anche una singola chips. Ovviamente, tutto questo non significa morire di ante e bui, ma cercare di attendere la mano ideale per poter risollevare la nostra situazione. Dunque, la selezione delle mani con cui gestire il nostro stack risicato è un aspetto dal quale non possiamo non prescindere.

2 – Non difendere a caso i blinds

Uno degli errori maggiormente commessi dagli short stack negli eventi turbo (ma anche in quelli con modalità lenta), è la pessima gestione dei blinds. Da una parte eccessive licenze di call quando siamo seduti da piccolo e da grande buio, mentre dall’altra parte ci sono giocatori che tendono a foldare ATC, anche quando ci sarebbero le pot odds per potersi gettare nella mischia.

Chiamare dai bui senza un preciso piano per il post flop è un aspetto che porta nel medio-lungo termine a perdere una valanga di chips. Vero che in alcuni casi il flop potrebbe essere dalla nostra parte, ma saranno sempre più alte le probabilità di non hittare. Di conseguenza, senza una tattica ben precisa per affrontare il post flop, saremo in balia degli avversari, accorciando ancora il nostro stack.

Discorso simile per coloro che invece tendono ad avere un percentuale altissima di fold. Troppa passività dai bui, induce gli altri giocatori ad attaccare con maggior frequenza e lasciando segni indelebili sul nostro stack. Non solo, ma la volta che avremo una mano, sarà più facile per i nostri rivali foldare e dunque incasseremo meno di quanto previsto. Serve il consueto equilibrio, fra troppi call ed eccessivi fold.

Comparatore Bonus

Questo comparatore confronta i bonus di benvenuto attualmente verificabili sui siti degli operatori italiani. Questa tabella ha una funzione informativa e gli operatori sono mostrati in ordine casuale.

3 – Limpare è deleterio

Nel poker in generale, il Limp è grande sinonimo di debolezza. A maggior ragione se siamo short e in un evento dove i blinds salgono molto veloci. Non solo mostreremo debolezza, ma rischiamo di perdere altre chips inutilmente. Il Limp va bannato dal nostro gioco, specie se gravitiamo fra i 15 e i 10 big blinds.

Oltre a mostrare il fianco agli attacchi dei nostri rivali, rischiamo di non massimizzare al meglio la nostra mano (per quanto possa essere forte, ad esempio A-A) e dal possibile raddoppio, sono alte le percentuali di trovarci fuori dalla corsa. Dunque, evitiamo di Limpare.

4 – Giocare out position è dannoso

Lo abbiamo detto milioni di volte e lo ripetiamo anche oggi. Giocare in posizione è più sicuro che farlo fuori posizione. In situazione di short stack, va ancor di più limitato il gioco out position. Per farlo ci riallacciamo al primo punto: serve una selezione netta delle mani con cui aprire. Più la mano sarà debole e più rischiamo di regalare fiches da fuori posizione.

Giocando in posizione invece, possiamo in qualche modo allentare il nostro range e giocare alcune mani, che da utg ad esempio, non avremo mai pensato di utilizzare. Coloro che sapranno essere elastici in questo frangente sono destinati a raccogliere risultati importanti nel medio-lungo periodo. Viceversa, coloro che non sapranno farlo rischiano di essere eliminati con maggior frequenza.

5 – Non morire di Ante e Blinds

La situazione da short stack non deve però indurci ad un gioco estremamente passivo. Ovvero, non si può morire di ante e bui nei tornei, ma bisogna provare a combattere per resistere nella discesa alla vittoria. Ci saranno momenti di clamorosa Card Dead che andranno ad accorciare ulteriormente il nostro stack.

Bisogna essere bravi nel rimanere calmi e attendere il momento di giocarsi la permanenza nel torneo. Quindi non finire in allin perchè rimasti con pochissimi blinds, ma muovere le ultime chips in mezzo al tavolo perché abbiamo una mano con cui provare a fare double up.

Articoli correlati

ItaliaPokerClub non è un operatore di gioco a distanza, ma un portale informativo dedicato ai giochi. Tutte le poker room partner del nostro portale hanno regolare licenza AAMS. Il gioco è riservato ai soggetti maggiorenni e può causare dipendenza e ludopatia.
Consigliamo, prima di giocare, di consultare le probabilità di vincita dei singoli giochi presenti sui siti dei concessionari