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Strategia

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il 10 Nov 2010

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Transfert e controtransfert – Come stimare i range degli avversari?

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Transfert e controtransfert – Come stimare i range degli avversari?

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Rubando impropriamente questa questa terminologia al mondo della psicologia vorrei sottoporvi una riflessione su un leak comune a molti  giocatori e su un arma invece utilissima da utilizzare nel gioco. Uno dei più frequenti errori che vedo commettere ai tavoli è la proiezione di noi stessi sull’altro avversario.

Molti giocatori tendono a inquadrare il range dei loro avversari come se essi fossero dei cloni partoriti dalla mente di Hero, ed anziché cercare di capire la tipologia di avversario che si trovano a fronteggiare tentando di capirne lo stile di gioco, per semplicità lo fotocopiano da se stessi.

Questo processo, che avviene per semplificare le operazioni in carico al nostro cervello, è però un errore grave e molto costoso, in quanto non ci permetterà mai di fare delle stime reali e coerenti. A causa di questo leak  ci troveremo spesso a perdere una mano e  dire “ma come ha fatto a giocare quella mano li in quel modo li?”.

Ciò non accadrebbe se ci si sforzasse maggiormente di far attenzione a tutti gli spot di gioco, anche mentre non siamo coinvolti direttamente in una mano. Molti players giocano in maniera meccanica e se hanno ad esempio l’abitudine di c-bettare TP checkando turn, faranno quasi certamente questa mossa in ogni spot analogo;  se, grazie ad uno showdown, siamo riusciti a notarlo, la prossima volta che quell’evento accadrà noi avremo un informazione che, con ottime probabilità, sarà corretta.

Chiaramente ai livelli più alti i giocatori hanno l’abitudine di diversificare il proprio gioco, ma questo non accade ai micro ed ai low, dove i giocatori sono ancora in fase di apprendimento ed alla ricerca di una strategia che faccia fare loro un po’ di profit costante. Dunque, se voi avete l’abitudine a sparare una seconda puntata anche sul turn  con TPTK questo non significa che anche gli altri facciano altrettanto e quindi potreste cadere nel credere che il vostro avversario, quando fa check al turn, sia perché ha una mano debole, tentando così di bluffarlo per vedervi invece servire un bel raise!

Cercate sempre di osservare ogni singolo giocatore con attenzione, individuate i suoi range, i suoi betting pattern, la sua propensione allo slowplay o la linearità delle sue puntate, e lentamente le sue poketcards saranno sempre meno coperte!

Come invece questa cosa può essere utilizzata a proprio favore?

Una volta che avete individuato, in alcuni spot specifici, la srategia del vostro avversario, potrete, alla prima occasione in cui quegli stessi spot occorrano a ruoli invertiti, giocarli al contrario di come lui farebbe.

Facciamo un esempio. Se Villain ha l’abitudine di limitarsi al call di una cbet quando ha settato al flop per poi uscire allo scoperto al turn o al river, voi non fatelo!  Quando sarete voi ad aver trovato un set al flop in una mano in cui Villan è il preflop-raiser, uscite subito con un bel raise alla sua cbet: la sua mente automaticamente penserà “Non può avere un set, altrimenti avrebbe slowplayato, probabilmente è in bluff, o vuol capire dove sta la sua mano” e così facendo lo indurrete a chiamare o rilanciare il vostro raise, facendogli commettere un errore costoso.

Se siete invece fuori posizione potreste provare a fare una donkbet in modo che lui vi spari un bel raise che voi potrete tribettare o semplicemente chiamare per poi checkare turn ed indurlo a sparare una 2barrel.

Gli spot e le combinazioni dove la strategia che ho fantasiosamente chiamato contro-transfert  è applicabile sono ovviamente tantissime, e saperla utilizzare (contro un field di giocatori non professionisti) è forse una delle componenti di maggior impatto sul profit atteso di ogni singola mano. Quindi…studiate bene i vostri avversari e fronteggiateli inducendo loro a conclusioni sbagliate!

TomRight

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