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il 4 Gen 2014

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Il mestiere del poker pro in Svizzera: Roby Begni

Il mestiere del poker pro in Svizzera: Roby Begni

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Si ride e si scherza al tavolo di Roby Begni all‘IPO 13. “Ho scommesso una cena con Perati e ho perso. Lui si aspetta un ristorante, ma io lo porto al Mc Donald’s di Lugano!”

L’argomento, però, si fa più serio quando Roby, nato e residente in Svizzera, ci racconta la vita di un giocatore professionista di poker nel Canton Ticino: infatti lui, nato a Zurigo, si è trasferito a Losone, vicino a quella Locarno che ospita il festival del cinema, per l’estrema vicinanza con il confine italiano.

Prima differenza – e non di poco conto – con l’Italia: “Qui il professionista di poker è un mestiere a tutti gli effetti. In dichiarazione dei redditi vanno specificate le vincite, ma si possono detrarre le spese come buy-in pagati, alberghi e viaggi!”

C’è differenza tra le vincite ottenute in Svizzera piuttosto che all’estero, chiediamo? “L’aliquota cambia a seconda del Paese in cui si gioca. Ad esempio giocare negli USA non è molto conveniente per un cittadino svizzero, perché le vincite ottenute là sono tassate alla fonte per il 30%. Ma, ripeto, si possono detrarre tutte le spese, il che controbilancia gli svantaggi.”

Il poker online, invece, non ha differenti aliquote di tassazione – le vincite vanno soltanto dichiarate – e soprattutto è completamente libero: si può giocare su tutti i siti punto com in totale libertà, come ci conferma anche Roby.

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Tutto molto bello, insomma, ma come si fa a godere di questi vantaggi se non si è nati in Confederazione Elvetica?

“Molti italiani credono che sia difficilissimo o costosissimo trasferirsi in Svizzera spiega Begni – ma non è affatto vero! Alcuni dicono che serva un deposito di almeno centomila euro in una banca svizzera: è una leggenda metropolitana. La cittadinanza non si può comprare, ci sono requisiti da soddisfare. Punto primo: avere una casa in affitto per poter dimostrare la propria residenza sul territorio. Punto secondo, dimostrare di avere un lavoro, di potersi mantenere. Credo si possa dichiarare anche il mestiere di poker pro, ma a questo scopo forse è meglio aprire una piccola attività, magari in società con qualcuno.”

Conclude Roby: “In questo momento sto aiutando un amico a trasferirsi qui in Svizzera, e sinceramente lo consiglio. Magari a Malta le condizioni lavorative per i pokeristi sono addirittura migliori, ma la lontananza dall’Italia si fa sentire: abitando in Canton Ticino, invece, io in quindici minuti posso arrivare in Italia, in poco più di un’ora sono a Milano, e con quarantacinque minuti di viaggio arrivo qui a Campione.”

Viene in mente un altro ostacolo, non burocratico ma pragmatico: il costo della vita, decisamente più alto dalla parte svizzera del confine. Anche qui Begni ci rassicura: “Non bisogna basarsi sui prezzi di Lugano che è una città molto onerosa rispetto alla media, come potrebbe essere Roma rispetto alla media delle città italiane. E’ vero che in Svizzera si paga molto di più, anche per i servizi come la sanità, ma è tutto rapportato agli stipendi che sono più alti, e soprattutto alla qualità della vita che è decisamente più alta!”

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