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il 9 Apr 2015

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IPO 18 – Elena Ichim: anatomia di un hero call

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IPO 18 – Elena Ichim: anatomia di un hero call

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Italian Poker Open 18 by Titanbet Poker, Campione – La mano è di quelle belle. O almeno di quelle che fanno discutere tanto. Perché gli hero call, in fondo, sono come i bluff: tutti fighi quando la stangata riesce, quando le cose vanno storte, c’è sempre il muck pronto ad accogliere il frutto del peccato. Ma veniamo all’action. Il primo ad aprire le danze è un giocatore britannico. Mi ha dato solamente il nickname che utilizza abitualmente online: THE RAZ0R. Che non è un nome che promette bene. Su bui 150/300 apre a 650 da HJ. Elena Ichim è sul bottone e ne mette 1.800. Più congruo. Piccolo e grande buio se ne vanno. Resta solo l’original raiser che condivide il pensiero della Ichim e flatta.

Il flop è: 349. Check to check. Turn Q. The Raz0r bussa di nuovo, Elena Ichim mette 2.500 ma l’inglese rilanciadi braccio a 9.000. Call per scoprire il river 7 e questa volta è proprio HJ a dire per primo la sua: 18.800. La Ichim entra in the tank. Le chiamano tempo. Un minuto, madame. Trenta secondi. Quindici. Call. The Raz0r batte una mano, Nice hand, e getta le proprie carte nel muck. La Ichim non si accontenta del piatto e gira A10 perché il poker è pur sempre uno spettacolo.

Ma dietro lo spettacolo, che ragionamento c’è? «Sicuramente la giocata è stata portata avanti sul giocatore», spiega la Ichim che continua: «The Raz0r stava cercando di approfittare delle proprie chip e bullava il tavolo da un po’. Anche per questo preflop pensavo di essere avanti al suo range di apertura. il suo raise al turn è un’incongruenza. Mi è parso esagerato per qualsiasi mano che potesse avere valore. Per cui, dopo quel river, pensavo di essere avanti. Poi è chiaro che ci si prende sempre tutto il tempo per decisioni di questo tipo, dopotutto ho chiamato per gran parte del mio stack.»

E tu che ne pensi? È un call giusto o Elena ha rischiato più del necessario? Dicci che ne pensi nei commenti!

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