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il 21 Set 2017

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Vi raccontiamo ‘KidPoker’, il documentario sulla vita di Daniel Negreanu

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Vi raccontiamo ‘KidPoker’, il documentario sulla vita di Daniel Negreanu

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Le persone sono il risultato delle scelte che fanno nella vita. Certo, non ho mica scelto di nascere in una buona famiglia, quella è stata una fortuna, ma tutto il resto l’ho conquistato perchè l’ho voluto fortemente.” (DNegs)

Se c’è una cosa che non si può negare, tralasciando le recenti ammissioni di inferiorità nei confronti delle nuove leve che popolano i field degli high roller, è che Daniel Negreanu abbia scritto la storia del poker moderno. Non solo per i numeri, che parlano da soli, quanto per il suo carisma, grazie al quale migliaia e migliaia di persone si sono affacciate al poker ammirando le sue gesta al tavolo.

Un motivo di per sé valido, da appassionati, per buttare un occhio sul  film-documentario diretto da  Gary Davis, Francine Watson, ‘Kidpoker’, di cui vi avevamo anticipato l’uscita l’anno scorso e attualmente disponibile su Netflix in lingua inglese.

Il solito polpettone a lieto fine sulla vita di uno a cui è andata meglio degli altri? A uno sguardo distatto potrebbe anche sembrare così, ma c’è un motivo se una volta schiacciato play si resti comunque incollati a guardarlo. La sua carriera viene ripercorsa fin dagli anni della scuola quando, tra una partita di biliardo e l’altra, scoprì che a poker alcuni vincevano più di altri…

Catturati dal fascino del suo personaggio ripercorriamo l’avventura di un giovanotto di belle speranze, figlio di una famiglia di origine rumena trasferitasi a Toronto, che fa di tutto per realizzare un sogno non ben definito, almeno in quel periodo. Trovare se stesso, far felice la madre o semplicemente prendere poco sul serio la vita, che in casa Negreanu non era certo fatta di sfarzi, facendo qualcosa in cui sapeva di essere migliore di altri.

Ricordo la prima volta che sono andato a Vegas, ero sulla strip e pensavo ‘Wow, questo è quello che ho sempre sognato!’ Arrivai lì con un bankroll di 3.000 dollari e nel giro di 24 ore mi ritrovai…senza più nulla in tasca. Andò così per le prime 5-6 sei volte, ma non mi sono mai arreso e sulla via del ritorno stavo già pensando a come mettere da parte i soldi per tornarci.

Lo stretto legame con i genitori, la madre in particolare, è in un certo senso la chiave del suo successo nei primi anni, anche se secondo il fratello Daniel aveva il successo scritto nel DNA:

C’è una cerimonia caratteristica nella cultura rumena: nel giorno del primo compleanno il bimbo viene messo su un seggiolone di fronte a un contenitore con oggetti di vario genere, libri, soldi e quant’altro. La tradizione vuole che le prime cose afferrate dal bambino siano rivelatrici del suo futuro. Indovinate un po’ cosa prese mio fratello? O oro e soldi! Insomma, non puoi proprio sottrarti al destino!

Che ci piaccia o no, Negreanu è stato uno dei pochi poker player di lungo corso capace di reinventarsi nel corso degli anni, almeno per quanto concerne la scena live. Il fatto che qualcuno sia in grado di far meglio al giorno d’oggi non intacca la sua voglia di mettersi sempre in discussione, come ha dimostrato nel corso del Main Event WSOP 2016 giusto per citarne una.  Chiudiamo quella che inizialmente voleva essere una recensione, e che in un certo senso lo diventa dato che ve ne consigliamo la visione, con l’ultima citazione firmata Daniel Negreanu:

Sono il giudice più severo di me stesso e ragiono per obiettivi. Quando qualcuno mi critica o mi dice che non sono più in grado di fare qualcosa questo mi spinge a fare uno sforzo in più per riuscirci e sbatterglielo in faccia!

Vi riproponiamo il trailer qui sotto:

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