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I quattro step che segue Benjamin Rolle per decidere se bluff-catchare al river
Tra le frecce che non possono mancare alla faretra di un pokerista, ci sono anche quelle relative ai bluff-catch.
Decidere di chiamare con punti marginali nella convinzione che l’avversario sia in bluff è fondamentale per essere pokeristi vincenti sul lungo periodo.
Ma in quali condizioni è lecito bluff-catchare, e in quali invece è meglio evitare?
Ci viene in aiuto coach Benjamin Rolle, che sul suo profilo X ha condiviso il sistema a step che mette in atto quando si trova davanti a una decisione difficile al river.
Primo step
Rolle inizia il suo excursus focalizzando le attenzioni sul board. Presenta abbastanza bluff naturali – ovvero bluff ovvi da parte dell’avversario, visto che la sua mano sconfitta a showdown ricade nel range di bet tipo draw missati o giocati in semibluff nelle precedenti strade?
“Ci sono abbastanza bluff naturali sul board? Se la risposta è no devi foldare tutti i bluffcatchers. Se la risposta è sì passa allo step seguente”
Secondo step
Nel secondo step per decidere se bluff-catchare al river, Rolle concentra le sue attenzioni sull’avversario specifico.
“Oppo è capace di bluffare abbastanza? Se non lo è devi foldare tutti i bluffcatchers. Se lo è, chiama. Se non hai abbastanza reads passa allo step seguente”
Terzo step
Quando non ha informazioni sull’avversario specifico, Rolle passa poi ad analizzare le tendenze medie del field.
“Il giocatore medio del livello trova abbastanza bluff? Se la risposta è no allora folda tutti i bluffcatchers. Se la risposta è sì, chiama. Se non sei sicuro passa all’ultimo Step”
Quarto step
Solamente nel quarto e ultimo step Rolle scomoda la GTO.
“Se sei arrivato qui devi pensare alla GTO e ai blockers. Ma il 90% delle volte non raggiungerai questo step, che ti permetterà di salvarti tantissime volte, oltre a permetterti di fare più soldi con fold molto buoni”










