Le linee che separano i giocatori di élite dai novizi del poker sono tante. Una di cui non si sente parlare spesso riguarda l’approccio alle coppie medie.
Come ha scritto l’autore Barry Carter sulle colonne di PokerStrategy, “una delle più grandi differenze tra i giocatori dei tavoli nosebleed e noialtri è come giocano le pocket pair di forza media ai tavoli finali”. Vediamo meglio.
Under pressure ICM
Carter scrive di aver notato la cosa guardando molti replay di tavoli finali high stakes che vedevano impegnati giocatori di elite.
“In quei tavoli è davvero comune vedere il raise di un giocatore da early position e un giocatore da middle position insta-foldare le mani da 77 a TT. Mani con cui credo che la maggior parte dei player vorrebbe almeno vedere il flop”.
Secondo Carter sono “mani-trappola” da giocare quando la pressione ICM è significativa perché ti troverai a ‘over-callare’ (chiamare più del dovuto, ndr) o a ‘over-foldare’ (foldare più del dovuto, ndr) la maggior parte delle volte, visto che troverai il set una volta su otto.
E anche quando trovi il set a volte non sarà buono. Inoltre, specialmente nei tavoli finali di elite, si registrano alte frequenze di squeeze che rendono il flat con le coppie medie ancora meno attrattivo.
Capire il risk premium
Carter porta poi l’esempio di una situazione di gioco concreta, quella della immagine:

In questo spot, dopo l’apertura di UTG1 con 41bb di stack, il range di lojack con 31bb è molto stretto: il colore blu indica i fold, il verde i call, il rosso tribet e push.

Come si vede, anche le coppie da TT a QQ devono essere giocate in call, passivamente quindi. Le coppie da 99 a scendere sono fold per la maggior parte dei casi.
“Credo che la maggior parte dei giocatori faticherebbe a buttare via 77+ in questo spot, ma ai tavoli finali di elite vedi i giocatori foldare senza la minima esitazione”
La comprensione del risk premium
Secondo Carter, i giocatori di elite intavolano queste giocate perché hanno una profonda comprensione del risk premium. L’autore pubblica la relativa chart nella situazione di gioco di cui sopra.

“Ai tavoli finali sono gli stack medi ad avvertire la pressione ICM più alta. Nel momento dello spot lojack probabilmente può scalare delle posizioni visto che ci sono cinque avversari che copre. Per lui sarebbe un disastro andare broke contro uno dei pochi avversari che lo copre. Contro UTG1, il risk premium di lojack è del 16,1%, il che significa che deve essere favorito almeno al 56,1% per giustificare di andare broke.
Mani come 77-99 non si trovano mai bene contro il range di open di UTG1 e questa è la ragione dei fold istintivi dei giocatori di elite con mano che giocherebbero il 100% delle volte in uno scenario regolato dalla ChipEV“.
Il range di bottone
Carter esamina anche lo scenario in cui lojack folda. A quel punto bottone, che è uno degli stack più short al tavolo con 18bb, e per questo ha un risk premium molto più basso di quello di lojack, con una coppia come 99 dovrebbe andare all-in, come si vede nella chart.








