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il 11 Lug 2012

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L’incredibile uscita di Gianluca Marcucci al Main Event WSOP 2012

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L’incredibile uscita di Gianluca Marcucci al Main Event WSOP 2012

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“Credo sia arrivato il momento di attaccare le carte al chiodo. Non ho più intenzione di provare delusioni profonde come quelle di questa notte”.

Cominciava così il post con cui Domenica, Gianluca Marcucci comunicava metaforicamente la sua uscita dal Main Event WSOP 2012, lasciando trasparire una certa amarezza che solo molti post più tardi veniva spiegata in una mano assurda come poche se ne vedono in giro.  In un primo momento, lo ammetto, soprattutto in virtù dei toni molto accesi con cui il buon Gianluca commentava quell’esperienza, ho pensato ad un “level”, uno scherzo per organizzato per prenderci un po’ in giro sulle tante bad beat che ci raccontiamo ogni giorno.

I toni appunto, quelli che di solito non sentiamo dall’ “Orso” Marcucci sempre corretto e molto logico nelle sue esternazioni.  Frutto questa volta di una situazione paradossale che lo costringe a subire la mano che segue (credeteci perchè è tutto vero) :

Bui 150/300

Utg Raise a 600
ReRaise di Marcucci da BTN a 1.900 con AK
Call di Utg

Flop : A K K
Check Utg
Bet 2.100 di Marcucci
Istant Allin di Utg per 44.0000 circa
Call di Marcucci
Oppo gira un bel 9 9

Se avete inteso che la mano è finita male per Gianluca, non potete che immaginare quali siano turn e river, ovvero i restanti due 9 del mazzo che consegnano il piatto all’omino e condannano all’eliminazione incredibile Marcucci. Ora forse si capiranno anche i toni eccessivi e qualche parola di troppo, che come accade a tutti può uscire in quei momenti.

Ho aspettato apposta un po’ di tempo prima di contattarlo direttamente da Las Vegas per chiedergli una battuta in proposito.

“In verità non volevo postarla la mano perché è davvero troppo assurda e a forza di raccontare mani assurde la gente alla fine te ride dietro. La realtà è che quando mi tuffo io al 90% butto il torneo, quando a tuffarsi invece è un oppo di turno, succede sempre qualcosa di mistico nella deità che regola lo show down. Fa quasi ridere o piangere. Fai tu”.

“Un quarto d’ora prima c’è inoltre un’azione altrettanto assurda dove grazie a un pazzo riesco a foldare sul flop un set di 10 in posizione in uno spot a tre. In quella mano lo stesso oppo però raddoppia il proprio stack e diventa il particolare fondamentale nella situazione che qualche minuto dopo mi manda al garage”.

Cercavo di capire se dopo la grande amarezza iniziale, c’è ancora incredulità per queste giocate assurde o se dall’alto della tua esperienza riesci a “somatizzare” anche colpi di questo genere….

“Somatizzo ma ci vuole un po’…”

Certo che farsi mille chilometri per giocare un evento dove si presume ci sia gente skillata che non fa ste porcate e poi uscire così…è questo uno dei problemi, cioè che alla fine ormai si gioca così a tutti i livelli e da ogni parte e diventa difficile giocare così?

“Diciamo che i giocatori che tutti vorrebbero trovare al tavolo sono proprio questi. Spessore tecnico relativamente ridotto, spocchiosi, pronti a metterle tutte dentro senza troppe considerazioni. Certo è che dietro a queste grosse opportunità di raddoppio si nasconde sempre una dinamica che rende possibile, per quanto improbabile, la tua eliminazione dal torneo. Quella percentuale assurda ma tuttavia presente e valida fino a prova contraria.

Il poker mi aveva strappato lecrime di rabbia solo in una occasione prima di questa, era il main event wsop del 2009 chiuso nella top 10 del chipcount al day1. Esco a 20 min dalla fine del day2 in contemporanea con Swissy. All in preflop AA vs KK, colore al turn con il K di cuori. In quel momento ne ho circa 120.000. Claudio ricorda bene come mi ha trovato nei corridoi del Rio.  La seconda volta è stata nel caso che già sai, mi sono alzato esclamando “No che buco di c… ha questo“, non gli ho dato la mano, ho salutato il mio vicino di sedia polacco che era stato un signore per tutto il torneo, poi ho messo i miei bei occhialoni bianchi e sono rimasto 15 minuti con il mio amico Emiliano sugli spalti deserti del FT. A 42 anni non mi posso permettere di piangere per un torneo di poker. Fosse anche il main event delle wsop”.

Dal canto mio nel girovagare per tornei di mezza Europa di mani assurde ne ho viste parecchie. Ho visto scoppi assurdi, chiamate assurde, colpi fortunati e grandi letture andate male. Ho visto 5% materializzarsi al river, ribaltoni street dopo street. Ho visto giocatori ribaltare sedie, imprecare il cielo, offendere avversari e poi stringergli la mano. Insomma, sappiamo tutti che sono cose che succedono, ma certo quando capita nel torneo più importante dell’anno e in questa maniera assurda, uscire per un attimo dalle righe non è poi un male tanto grave.

Buon ritorno a casa Gianluca.

E se volete essere solidali NON scrivetegli nulla sulla mano in questione perchè ha promesso di rispondere con un sonoro v….o 🙂

 

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