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il 19 Nov 2015

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Alioto torna per l’EPT di Praga: “Giocare lontano dai riflettori è puro godimento, divertimento e spensieratezza”

Alioto torna per l’EPT di Praga: “Giocare lontano dai riflettori è puro godimento, divertimento e spensieratezza”

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Lo scorso gennaio si tolse la patch dello sponsor e con quel gesto, di fatto, decise di dire addio al poker professionistico.

Ma la passione per le carte è qualcosa che uno si porta dentro per sempre, così il siciliano Dario ‘Ryu’ Alioto ha annunciato sulla propria pagina Facebook che sarà a Praga, con un’intensa schedule, in occasione della tappa EPT del prossimo mese. Niente no limit hold’em, solo varianti.

Lo spending totale sarà di 28.350€ e ha deciso di vendere quote per il 10%, con markup 1,5 che fa costare l’1% 425 euro.

E’ convinto, inoltre, di poter tenere un ROI superiore al 50%, così accetta scommesse alla pari su questo: ce la farà o meno il campione del mondo 2007 di pot limit omaha?

 

ItaliaPokerClub: La sfida di Praga è tanto eccitante quanto impegnativa: hai già ritrovato gli stimoli o è questa l’occasione ideale per ritrovarli?

Dario Alioto: Sono a buon punto, sto cercando quella carica in più che mi serve per rimettermi in gioco. Non è facile stare via dai miei impegni per dieci giorni di fila, quindi vorrei che ne valesse davvero la pena prima di fare la valigia!

ItaliaPokerClub: In questo periodo di ufficiale inattività dal poker hai comunque studiato per mantenerti al passo? Oppure hai giocato non sotto i riflettori?

Dario Alioto: Il periodo di inattività è stato molto importante, mi ha permesso di analizzare tante cose a mente fredda e il distacco dal gioco mi ha fatto capire quanto sia importante per me competere. Mi sono goduto i vantaggi dell’amatorialità, giocare fuori dai riflettori è puro godimento, divertimento e spensieratezza. Da pro mi sentivo in dovere di vincere, da amatore penso solo a divertirmi. Se hai la preparazione tecnica e giochi con passione le vincite arrivano in automatico, non serve altro.

ItaliaPokerClub: Hai anche lanciato una sfida su Facebook riguardo il ROI che potrai mantenere: da dove deriva, Dario, così tanta sicurezza? E’ il field del live che ti regala ottimismo?

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Dario Alioto: Deriva dalla consapevolezza dei miei mezzi e dal semplice fatto che negli eventi in oggetto ho un ROI storico che oscilla tra il 200% e il 350%, a seconda del tipo di gioco. Il livello del field non si è alzato particolarmente, perché a fronte dei pochi reg che diventano più forti, arrivano continuamente nuovi giocatori a cimentarsi con poca esperienza. Inoltre credo di essere in grado di esprimere un poker migliore di quello espresso in passato, oberato com’ero dagli impegni del professionismo.

ItaliaPokerClub: C’è qualche variantista, specialmente a livello internazionale, che può esser visto come un esempio da seguire? Perché?

Dario Alioto: Jason Mercier è forse uno dei variantisti più forti in assoluto, è anche relativamente giovane, questo depone a suo favore. Purtroppo c’è molta ignoranza riguardo i reg delle varianti. In pochi sanno chi sono i giocatori forti e chi sono, invece, i top reg del no limit hold’em, che giocano le varianti regalando letteralmente le proprie chips.

ItaliaPokerClub: Nel circuito EPT, e non solo, è ancora il nlhe ad andare per la maggiore: hai stilato quella schedule per cercare un vero profit o è piuttosto una sfida con te stesso e gli avversari?

Dario Alioto: Nei miei ultimi anni di professionismo era già cominciata questa tendenza che prevedeva un aumento consistente delle varianti nei programmi dell’EPT. Ricordo che solo cinque anni fa era un miracolo trovare appena due o tre tornei di varianti, adesso ce ne sono almeno due al giorno! Sarò un ex pro, ma l’approccio agli investimenti sarà sempre professionistico. Andrò lì cercando di ottenere il massimo profitto possibile, se ci sarà un evento da 5.000€ con 10 iscritti e uno da 500€ con 100 iscritti è normale che sarà +EV giocare il secondo, dove l’expected in termine monetario potrebbe essere addirittura superiore a quello del 5.000€ spendendo solo un decimo.

ItaliaPokerClub: Pare essere sempre più dura, online, per i grinder di professione: quali consigli daresti loro affinché possano continuare a far soldi col poker?

Dario Alioto: Ho constatato con disappunto che gli attuali grinder dell’online non sono propensi ad accettare consigli o ascoltare le opinioni di chi ci è passato prima di loro. Credono basti stare sei mesi fuori dall’online per diventare improvvisamente incapaci di intendere e di volere. Sono certo che sapranno reinventarsi, se avranno l’umiltà necessaria.

ItaliaPokerClub: Qual è la variante che consideri più complessa? Quali le caratteristiche per affrontarla al meglio?

Dario Alioto: Tra quelle dell’8-Game direi lo Stud Hi-Lo. E’ relativamente facile imparare a giocarlo da nitty, ma se si vuole fare un salto di qualità è molto ma molto complicato! La volatilità dello stack in questo gioco è elevata e ci vuole tanta esperienza per imparare ad alternare correttamente momenti di aggressività ad altri più passivi. Un po’ come in tutti gli Hi-Lo games. Ma in questo caso, la struttura limit, le sette carte per giocatore e la frequenza di family pot rendono il gioco particolarmente profondo, seppure ad altissima varianza.

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