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il 5 Nov 2016

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Simone Speranza, campione IPO22: “Per vincere live credo basti essere delle persone intelligenti”

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Simone Speranza, campione IPO22: “Per vincere live credo basti essere delle persone intelligenti”

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E’ passato qualche giorno da quella vittoria che, diciamo la verità, cambia il destino di una carriera e nella voce di Simone Speranza – grinder, coach e recruiter di Pokermagia, nonché campione dell’IPO 22 – si sente la soddisfazione di chi sa di aver combinato qualcosa di grosso.

Lo abbiamo rintracciato in questo sabato piovoso e ne abbiamo approfittato per parlare ciò che è stato, ovvero il torneo perfetto.

“La sensazione è fantastica, specialmente per una persona competitiva come lo sono io. Oltre ai soldi, che sono l’aspetto più importante, il mio spirito competitivo, specialmente dopo il deal, mi ha aiutato a giocare per il trofeo, per la gloria…”.

Un’infinità di entries, un field variegato e tantissima voglia da parte di tutti di provare a mettere le mani su quella moneta da 300.000 euro, cosa più unica che rara oggi in Italia.

“Devono esserci una serie di incroci fortunati a proprio favore per arrivare in fondo. A tre tavoli left ho avuto un cooler a favore in un three way, io con A-A, un avversario un po’ più corto K-K e un altro con uno stack superiore al mio A-K. Questo showdown mi ha portato a 25 milioni a 25 left e ho chiuso il day a 27 milioni, dunque è stato il colpo più importante del torneo”.

Al final day Simone non si è fatto sopraffare dalla tensione per il payout così pesante, piuttosto ha fatto quello che un grinder dovrebbe fare in situazioni simili.

“Ho cercato solo di prendere le decisioni corrette in base al mio stack, sia preflop che postflop. Il final table è stato uno dei più ostici all’IPO, comunque l’avversario che mi ha messo più in difficoltà è stato uno straniero, ovvero colui che nel cooler descritto prima aveva A-K. Nessun player mi ha entusiasmato particolarmente, c’erano però tanti buoni giocatori con una discreta esperienza live”.

A cinque left è stato sottoscritto un deal che ha disteso gli animi, ma Speranza ci ha raccontato che non è stata una scelta semplice da prendere. Ha chiesto anche aiuto a casa al buon ‘quattroganci’ (segue Simone sia per la parte mentale che per quella tecnica), invano.

“C’erano in ballo tanti soldi. Durante la pausa di 10 minuti ho cercato di contattare il mio amico e coach Nicola Valentini, ma non era online su Facebook e non ho ricevuto la sua risposta. Parlammo però due settimane fa di un deal che c’era stato su PokerStars.com e lui disse che, in casi simili, accordarsi è la cosa migliore. Sapevo di essere il più forte al tavolo a cinque left, ma avevamo tutti più o meno sui 30 blind e in situazioni del genere non è consigliabile ragionare sul lungo periodo. Potrei infatti ritenermi fortunato se mi ritrovassi in una situazione così tre/quattro volte nella vita. L’edge, insomma, in questo tipo di decisioni conta poco”.

Speranza è un animale da online, infatti solo da poco si è gettato sui live, spinto dagli amici/colleghi che gli hanno spiegato quanto, in generale, morbido sia il field. Spinto pure dal fatto – come ci ha detto – che molti regular mediocri dell’online hanno vinto bene dal vivo nell’ultimo periodo.

“La mia prima trasferta è stata al WPT a Sanremo, ho fatto un Day 2 che non è stato fortunato. La seconda è stata questa, ma in ogni caso ce ne sarebbero state altre. Adesso ho un roll che mi permette di farne un po’ di più, di giocare anche cash game live, quindi farò sicuramente qualcosa ma ancora non so bene cosa. Darò un’occhiata al WSOP Circuit di Parigi di metà mese, però nulla è definito. Tra online e live poi non c’è troppa differenza, il gioco è lo stesso, dal vivo bisogna cercare di non dar tell e capire qualcosa dell’avversario, credo comunque che per vincere live basti essere delle persone intelligenti. Non serve un grande bagaglio tecnico, ai tavoli ho visto solo giocatori più o meno intelligenti, e questi ultimi arrivano più spesso in fondo. Quello che è sicuro è che al momento non farò EPT, dove reputo ci sia un field troppo difficile in rapporto al buy-in. Dedico questa vittoria in primis a mio figlio, dopo a tutte le persone che mi hanno sempre supportato”.

 

Foto di: Italian Poker Open

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