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il 4 Mag 2017

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Gaspare Triolo, una vita da sogno: “Gioco a poker tra St. Maarten e Montreal, durante l’estate sto a Ibiza!”

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Gaspare Triolo, una vita da sogno: “Gioco a poker tra St. Maarten e Montreal, durante l’estate sto a Ibiza!”

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Nonostante sia ancora un giovanotto, fa parte della ‘Vecchia Guardia’ del poker e, complice Facebook, siamo stati spinti a chiedergli che cosa faccia adesso, soprattutto in quel di Montreal, splendida città canadese.

Stiamo parlando di Gaspare Triolo, professionista bolognese che, dopo tanti anni di attività, ci dà ancora dentro con carte e chips.

“Sono in una bella fase della mia vita – ci ha detto Gaspareviaggio abbastanza, nei mesi estivi sto a Ibiza dove ho casa, mentre sono due anni che passo l’inverno a St. Maarten con Alessio Isaia. Con lui abbiamo rapporti lavorativi, giochiamo spesso assieme in una sorta di partite private all’interno dei casinò. Succede anche a Montreal, dove giochiamo al Playground: c’è una sala VIP high stakes su invito in cui sono riuscito a entrare, colui che la organizza è un italiano. Potendo giocare con continuità, quindi, mi sono fermato per più di due mesi. La partita è a volte di omaha altre di no limit hold’em 25$/50$ (dollari canadesi) e l’organizzatore, molto capace, cerca di tenere il tavolo equilibrato tra pro e player amatoriali”.

Isaia e Triolo a St. Maarten, Antille Olandesi

Nonostante l’action sia dunque buona, si tratta comunque di partite ‘chiuse’ nelle quali non è assolutamente facile entrare.

“A St. Maarten non ci sono low stakes, mentre qui a Montreal la 2/5 e la 5/10 si trovano 24 ore al giorno. La poker room è molto bella, ben organizzata, la rake è bassa, cibo e bevande gratuite. Si tratta di un posto veramente ottimo per chi gioca i middle stakes, lo consiglio a chi avesse voglia di fare un’esperienza lontano da casa…”.

Abbiamo chiesto poi a Gaspare cosa ne pensa dello stato del poker attuale.

“L’atteggiamento di chi gioca a poker per professione ha fatto sì che il fish, l’amatoriale, non si diverta più. Questi ultimi si avvicinano meno al gioco rispetto al passato, perché perdono e soprattutto lo fanno senza divertirsi. Per quanto riguarda l’online la ‘colpa’ è dei software ausiliari, mentre dal vivo tra cuffie, lunghissimi tank col nuts prima di rilanciare o andare all-in e la ricerca del tilt dell’avversario, la gente non si diverte più, perché viene meno quell’aspetto ludico che sarebbe fondamentale. Io stesso infatti mi muovo tra ‘gentlemen game’, partite in cui è assolutamente vietato fare questo, che sono comunque alte ma rimangono affrontabili a livello di gioco”.

Triolo ha poco tempo per l’online, difatti non ci gioca praticamente mai.

“Mi capita di giocarci nei brevi periodi in cui sono in Italia, mentre da Ibiza talvolta lo faccio sul punto es, sempre cash game. Qui in Canada avrei le porte aperte per il dot com, ma facciamo sessioni live da 10/14 ore al giorno e mi sembra più che sufficiente così. Non ho quindi attualmente né tempo né energie da dedicare al poker online”.

 

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