Friday, Jul. 19, 2019

Strategia

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il 6 Set 2018

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“Ecco quando la strategia in un torneo prevale sulla matematica!” A lezione di poker da Carlo Savinelli

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“Ecco quando la strategia in un torneo prevale sulla matematica!” A lezione di poker da Carlo Savinelli

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Il poker non è e non può essere una scienza esatta.

Per quanto ci si possa sforzare a calcolare l’equity di uno spot nel modo più preciso possibile, c’è sempre una zona grigia all’interno della quale un approccio esclusivamente matematico non può ritenersi esaustivo ai fini della decisione.

Lo spunto per trattare più approfonditamente la questione scaturisce da una chiacchierata con Carlo Savinelli, che questo stesso pomeriggio ci ha fornito il suo punto di vista su uno spot ad alta tensione giocato nel corso del Day4 del Main Event EPT in fase 23 left. (Ecco la mano con le scelte che avrebbero preso alcuni noti regular italiani tra cui appunto Carlo)

Riassumendo brevemente la situazione, ci troviamo da BB con 50x e coppia di Donne e dobbiamo decidere se metterle tutte dentro o passare dopo l’apertura di UTG (pari stack), la 3-bet di HJ (over 100x) e il 4-bet shove di CO (40x effettivi).

Di primo acchito, la risposta di Carlo è stata decisa: call.

Tuttavia lo spot si presta a un tipo di analisi che esula dalla semplice componente matematica, che deve comunque esser chiara nella testa del giocatore:

Sia il range di OR che quello del 3-bettor sono abbastanza larghi in questo spot, mentre il range di shove di CO dovrebbe essere A-Qs+/T-T+. Proprio volendo esser larghi qualche volta potremmo trovarlo con 9-9, ma considerata la deep-run in un torneo così importante non credo sia il caso migliore per ampliarlo ulteriormente. In questo caso se BB è reg e si accorge che sia l’open che la 3-bet possono esser state fatte con un range più ampio del previsto (largo sì, ma il giusto), dovrebbe sapere quali siano i range di 4-bet shove del CO. Senza contare che con la sua mano (Q-Q ndr.) blockera il bottom del suo range di shove, quindi dovrà necessariamente inserire tutte le combo di A-A/A-K/K-K/J-J (assieme ovviamente alle poche rimaste di A-Q e le altre due Dame). Credo che Q-Q sia il bottom del suo range in una dinamica simile.

Fatte queste premesse si passa ad osservare la mano da un’altra prospettiva:

Il punto è che in questo spot si potrebbe fare un ragionamento diverso, basato più sulla strategia. Tu sai che sicuramente facendo call con Q-Q non ti aspetti di perdere soldi a fine anno, però ti trovi a deep-runnare un torneo importantissimo con 50x da gestire e non è folle pensare che possa esserci uno spot migliore dove metterle in mezzo. Vista l’action questo spot potrebbe, tra virgolette, considerarsi un marginale.

Quale altre componenti devono quindi esser tenute in considerazione oltre alle stime riportate sopra?

Se mi capita uno spot simile in una dinamica dove penso di avere tanta edge al tavolo potrei anche foldare, ma bisognerebbe valutare tanti fattori:

  • Che field mi trovo ad affrontare?
  • Qual è l’average del torneo?
  • Da che tipo di giocatori sono composti i tavoli?
  • Il mio è un tavolo semplice ma al redraw potrebbe diventare tostissimo o viceversa, sono in un tavolo particolarmente ostico ma il resto del field è più morbido e al redraw potrei avere vita più facile?
  • In quanti hanno più esperienza di me e quanta esperienza ho io in tornei e fasi di questo tipo?
  • Quanto ho già vinto in carriera e quanto hanno vinto gli altri?
  • Quanto è importante per me, sia economicamente che emotivamente, sopravvivere il più possibile in un torneo così?
  • Qual è la mia edge effettiva in un contesto simile e quanta fame ho di successo? 

Queste e altre domande devono imprescindibilmente far parte del processo decisionale che ci porterà a fare la nostra scelta quando ci troviamo in un momento così delicato. Bisogna insomma prendere una linea, o si pensa alla mano in sè e per sè, o si includono tutte le implicazioni che il suo esito (favorevole o sfavorevole) può portarci. Tutto dipende dalla strategia che abbiamo stabilito a inizio torneo: è quindi possibile far una scelta strategica che ci può condurre a una scleta diversa rispetto a quella che avremmo fatto considerando solo l’equity dello spot.

Ci stai dicendo che, nel periodo in cui la GTO è diventata quasi una religione per i pokeristi che ambiscono ad alti livelli, la matematica può addirittura passare in secondo piano?

Ci sono mani e mani, situazioni e situazioni. E’ ovvio che se ci trovassimo di fronte a una scelta chiara, cristallina, il dubbio su cosa fare non sussisterebbe nemmeno. Qui stiamo parlando di uno scenario che potrebbe non verificarsi più nella carriera di quel dato giocatore e il discorso prende un’altra direzione. Quel che voglio dire è: se la tua strategia, nella somma di tutte le variabili all’interno della mano, può portarti a una decisione che matematicamente non è ottimale ma che per date circostanze sai che ti fare più soldi, ci sta giocare la mano in modo differente. In questo caso si tratta di una scelta exploitativa che devia dalla GTO ma non per questo dev’essere sbagliata in assoluto.”

 

E voi cosa ne pensate delle considerazioni fatte da Carlo Savinelli? Scrivetecelo lasciando un commento sulla nostra Fanpage!

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