Saturday, Dec. 5, 2020

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il 2 Nov 2020

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Il regular Nikol barabbic Babic racconta il primo titolo ICOOP in carriera

Il regular Nikol barabbic Babic racconta il primo titolo ICOOP in carriera

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Un titolo ICOOP fa sempre piacere, figuriamoci quando ancora manca dalla bacheca.

E’ questo lo stato d’animo di Nikol ‘barabbic’ Babic dopo la vittoria acciuffata venerdì notte all’Italian Championship Of Online Poker.

Il regular dal passaporto bosniaco, da anni tra i più assidui del panorama italiano, ci ha raccontato il torneo vittorioso e il suo punto di vista un po’ atipico rispetto agli standard.

 

“Un torneo soft”

“Mi ha dato una bella sensazione vincere il titolo ICOOP, sono tanti soldi ed è un torneone – dice Nikol – Dopo l’ultimo showdown non ho esultato più di tanto perchè ero chipleader dai 20 left in poi e quando siamo arrivati al tavolo finale le cose sono andate abbastanza rapidamente dalla mia parte. Mi sentivo confident.

In tutta la parte finale del torneo Nikol, che come tutti i regular è abituato a giocare su più tavoli in contemporanea, era in modalità ‘mono-tabling’:

“Dalla una e mezza stavo giocando solo quel torneo bello comodo, non avevo altre cose ad annebbiarmi o a dividermi i pensieri. E’ stato molto soft. Fino a 40-50 left non ci credevo più di tanto. Non ci sono particolari mani degne di nota, mi hanno retto gli 80-20 che contavano, a pochi left ho perso un all-in preflop ma l’avversario era short quindi non ne ho risentito più di tanto. Da 20 left in poi ho pensato di vincere perchè non c’erano avversari deep che temevo. Per una oretta e mezza avevo avuto un giocatore scomodo in posizione su di me, però poi si è consumato in un paio di mani e da lì in poi è stato tutto davvero facile. Gli avversari foldavano tanto”.

Al tavolo finale contro di lui c’erano anche due giocatori navigati, Nicolò ‘WhyAlw4ysM3’ Serlenga e Manuele ‘EagleSupport’ Ciccarelli:

“Li conosco e li rispetto, so che sono ottimi player, sicuramente più forti di me. Ma so anche che ci sono delle situazioni in cui uno non può riuscire a imporre la propria forza. Ero in controllo totale delle chips del tavolo quindi per una questione di stack ero più scomodo io per loro che loro per me. Contro gli altri avversari, diciamo da che ero più deep ossia dai 20 left in poi, l’accorgimento è stato di prendermi tutte le mani che potevo. Le uniche situazioni che evitavo erano quelle in cui magari potevo far raddoppiare proprio Nicolò o ‘eaglesupport’. Lì stavo attento a non lasciargli la chance”

 

Puntare sulla qualità

Quest’anno le cose stanno andando molto bene per Babic, che oltre al sigillo ICOOP di due notti ha centrato due vittorie che entrano nella top 5 dei premi vinti in carriera: a settembre si è imposto all’High Roller Galactic Series, ad agosto ha vinto un NOS Super KO Edition.

“Il 2020 sta andando bene ma in realtà ho ripreso con i tornei ad agosto. Prima venivo da due anni pessimi, ad esempio ho passato la quarantena a fare spin. Mi sono serviti per ricominciare ad avere un po’ di metodo e questo mi ha aiutato molto per ricominciare a fare i tornei. Ero arrivato a un punto in cui non ci credevo più tanto, sinceramente.”

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Il ritorno agli mtt ha segnato un cambio di approccio rispetto al passato:

“Sto giocando poco rispetto agli standard di un tempo, punto più sulla qualità che sulla quantità. Sto cercando di essere tranquillo e i risultati arrivano. Il mio problema più grande è sempre stato che giocavo fin troppo, arrivavo a cambiare le tendenze del mio gioco e a non starci più dentro. Ho fatto dei periodi veramente bui in questi anni, prima di arrivare a capire che la qualità è molto più importante della quantità”

 

Cambio di marcia

Nikol si è sempre identificato con uno stile di gioco improntato all’aggressività e dice che quando ha provato a cambiare registro le cose non hanno mai funzionato bene:

“In alcuni periodi in cui ho cercato di modificare le mie tendenze e di reprimermi ho sempre finito per trovarmi in run e gioco pessimi, con il seguito di pensieri che non ti portano a vincere in un gioco così. Oggi a settimana dedico poco tempo al gioco non troppo neanche allo studio. Per lo studio faccio più periodi di full immersion in cui studio tanto e non gioco a poker. Magari settimane in cui non gioco e studio e poi quando gioco gioco a dritto: ora per lo ICOOP giocherò per due settimane e sarà difficile che mi metta a studiare. Il field in questi anni è cambiato soprattutto nel senso che sono tutti più attenti, però comunque ci sono davvero tanti reg che non riescono a imporre il proprio gioco. I fish non hanno più le tendenze di essere-loose passive come una volta ma foldano tanto, quindi non direi che non ci sono margini rispetto a tempo fa.”

Rispetto ai tempi in cui era un completo autodidatta, Babic ha preso coaching. Ma continua a seguire i giocatori più forti per vedere come giocano:

“Ho preso un pacchetto con un coach forte ma ancora dobbiamo iniziare il percorso seriamente. Continuo a guardare i più forti ma sinceramente mi sono un po’ perso rispetto a qualche anno fa, Twitch non lo seguo più di tanto ora, magari seguo gli estratti. Gli avversari forti anche nel panorama italiano ce ne sono molti, ma quelli che da un certo punto in poi riescono a imporre il proprio gioco non sono poi così tanti.”

 

I progetti pokeristici

Nikol ha le idee abbastanza chiare sul suo futuro nel poker.

“Sul breve periodo mi piacerebbe vincere un altro evento ICOOP grosso, magari il Main Event dato che il mio migliore piazzamento a un Main è un 15° posto. Sul medio termine cercare di migliorare perchè tutto sommato so di essere scarso su tante cose… Magari sono bravo sul mio, su alcuni aspetti che padroneggio bene, ma so bene di avere diversi limiti. Nel lungo periodo mi piacerebbe iniziare a fare dei live anche grossini perchè mi trovo bene a giocare i tornei con una iscrizione abbastanza larga. Purtroppo non ho pensato di trasferirmi all’estero perchè sono di cittadinanza bosniaca e ci sono dei limiti negli spostamenti e per fare cose come gli italiani. Per questo, quando si potrà, pensavo di fare dei tornei live. E’ un percorso che non ho mai fatto finora.”

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