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il 12 Mar 2012

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Flavio Ferrari Zumbini: «Che traguardo i miei 25.000 amici su facebook!»

Flavio Ferrari Zumbini: «Che traguardo i miei 25.000 amici su facebook!»

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Flavio Ferrari Zumbini è senza dubbio uno dei personaggi più importanti nel mondo del poker, a livello di gioco ma soprattutto quando si parla di media, di comunicazione, di quel “social poker” che si sta sempre più diffondendo. E’ proprio in questo ambito che Flavio ha ottenuto il suo ultimo successo: 25.000 persone hanno cliccato “Mi Piace” sulla sua fan page su Facebook. Glaming Poker, la room che lo sponsorizza, ha deciso di festeggiare questo traguardo con un torneo speciale. E il diretto interessato, cosa ne pensa? Abbiamo intervistato Flavio, leggete cosa ci racconta!

Ciao Flavio, innanzitutto raccontaci del traguardo dei 25.000 fan sulla tua pagina Facebook. Cosa ti ha dato più soddisfazione nel raggiungere questa cifra?

Quello dei 25.000 fan sulla mia pagina Facebook è stato un enorme traguardo, in primo luogo perché… sono veramente tanti! In Italia, la mia pagina è al secondo posto come numero di fan tra tutte quelle poker related, comprese le pagine delle aziende e delle poker room: spesso queste pagine sono supportate da una campagna di advertising, mentre io non ho mai speso un euro per pubblicizzare la mia, sono gli utenti che hanno fatto tutto!

Non è facile “fare amici” sulla fan page, c’è una sorta di barriera psicologica che non si pone nel profilo personale. Quando si diventa “amici” su Facebook, c’è un rapporto reciproco e bilaterale: io divento tuo amico, tu diventi mio amico. La fan page invece ha un’impostazione unilaterale, che io ho sempre cercato di superare mantenendomi sempre molto presente, rispondendo a tutti. L’unica cosa che non faccio è commentare le mani, ne vengono postate veramente troppe, ma comunque si è creata una bellissima atmosfera di collaborazione, e gli utenti si rispondono a vicenda in tempo reale.

Forse il dato che mi rende più felice è quello delle defezioni: soltanto una o due persone al giorno cliccano il tasto “non mi piace più” e abbandonano la fan page!

Quest’atmosfera di estrema cordialità e di contatto con il pubblico si respira anche nel programma TV “Come Giochi?”, che coinvolge direttamente i giocatori di Glaming Poker. Che progetti avete per la seconda edizione?

In effetti il programma “Come Giochi?” è nato per offrire una maggiore interazione con il pubblico: le mani giocate dal “concorrente” non vengono semplicemente commentate e analizzate, ma viene discusso con lui il thinking process, spiegando dettagliatamente i concetti espressi da noi giudici. Essendo tre persone diverse, tra l’altro, solitamente concordiamo, ma possiamo vedere sfumature differenti in alcuni spot, e questo ha dato luogo a interessantissimi scambi di opinioni.

Si può partecipare a “Come Giochi?” attraverso i tavoli dedicati su Glaming Poker, che offrono la possibilità di partecipare al programma a chi giocherà di più. Inoltre ci saranno numerosi freeroll per partecipare, e ben sei “ticket” per la trasmissione verranno assegnati durante il torneo speciale per festeggiare i miei 25.000 amici: parteciperanno a “Come Giochi?” i primi tre classificati e i tre giocatori che elimineranno dal torneo me, Andrea Dato e Jackson Genovesi.

Inoltre abbiamo pensato ad un modo per coinvolgere il pubblico in modo ancora maggiore: potete postare le vostre mani più interessanti sulla fan page di Glaming su Facebook, e le più interessanti saranno riproposte ai concorrenti di “Come Giochi?”, ovviamente dando credito a chi le ha pubblicate!

Vorrei farti una domanda più “seriosa”: cosa ne pensi del diverso rapporto che c’è tra il poker e i vari media? Come mai le cose vanno tanto bene su Internet mentre il poker gode di pessima reputazione sui telegiornali nazionali?

Questa tematica è molto complessa e dipende da molti fattori: in primo luogo, secondo me, dobbiamo considerare le diverse utenze a cui si rivolgono i due media. In televisione, con un pubblico composto prevalentemente di persone adulte e anziane, è molto facile utilizzare l’approccio del “classico bacchettone” e fare di tutta l’erba un fascio, ovvero in questo caso mettere insieme il poker a tutti gli altri giochi d’azzardo. Nel mondo di Internet, invece, il poker vive giustamente di vita propria, è trattato in modo diverso dai giochi d’azzardo come roulette, blackjack e slot machine, e il pubblico non mescola assolutamente le due cose.

Mettere insieme questi due ambiti è un grave errore, e non lo dice solo Flavio Ferrari Zumbini o qualunque altro giocatore di poker: lo dice il Parlamento italiano, che ha approvato leggi nelle quali il poker è definito come un “gioco di abilità”! Purtroppo l’approccio sensazionalistico dei telegiornali fa sì che si “butti tutto dentro”, come quando sentiamo parlare di discoteche, che vengono sempre collegate agli abusi di droga e alcol e ai conseguenti incidenti mortali; se intervistassimo un DJ professionista, ci racconterebbe di innumerevoli serate nelle quali ha fatto divertire migliaia di persone senza abusi di nessun tipo.

Inoltre è vero che, stando ai dati raccolti da siti come SharkScope, la maggior parte dei giocatori di poker è in passivo, e non potrebbe essere altrimenti. Ma bisogna considerare anche la componente ludica. Io gioco 1.000 tornei per divertimento, senza studiare la disciplina ma semplicemente con l’intento di trascorrere delle ore a fare un’attività che mi piace e mi rilassa: anche se perdo 1.000 euro, sto pagando per il mio hobby, esattamente come si paga un certo prezzo per andare a giocare a calcetto, a golf, o per andare al cinema a vedere un film.

 

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