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il 5 Ott 2012

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Phil Hellmuth, il migliore giocatore al mondo o solo una “live good run”?

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Phil Hellmuth, il migliore giocatore al mondo o solo una “live good run”?

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Questo articolo è stato scritto durante le WSOP estive, in occasione del dodicesimo braccialetto vinto da Phil Hellmuth. Ve lo riproponiamo in occasione del suo tredicesimo braccialetto appena conquistato alle WSOPE!

 

Il 12° braccialetto di Phil Hellmuth alle WSOP. Potrebbe bastare questo numero per cominciare a scrivere un articolo. Non a caso basta digitarlo su “google” per trovare fiumi di parole a riguardo. C’è chi lo osanna con tanto di “chapeau”, chi sottolinea come la maggior parte dei suoi braccialetti sia stata ottenuta in un’altra “Era” (quella prima di Moneymaker per intenderci), chi cambia la sua immagine del profilo FB per inserire la lunga sfilza di risultati WSOP (non solo le 12 vittorie, ma anche le 90 bandierine totali), chi da buon “hater” continua a sostenere che sia solo un donk fortunato. O magari c’è chi come Phil Ivey (che ne ha vinti solo 8 ) si dispera perchè nello stesso momento in cui incoronano Hellmuth è costretto a fermarsi al secondo posto dell’evento Pot Limit Hold’em (sarebbe stato il primo nella specialità del Texas).

Un record assoluto quello di Hellmuth, che sembra non lasciare dubbi sulle sue qualità. Che sembra ammutolire i detrattori che si erano convinti fosse ormai finito il suo tempo. Che come è stato detto da molti, le sue buffonate degli ultimi anni lo avessero ormai portato ad una dimensione più da Showman che da Poker Player.  La morale della favola dovrebbe quindi essere che finalmente il buon (pardon, il cattivo) Phil ha messo la testa a posto, si sia messo d’impegno magari studiando e concentrandosi per colmare il gap che per tutti lo separava dal resto dei Big nel mondo del poker.

Curioso come il giocatore più vincente in assoluto alle WSOP avesse ancora bisogno di dimostrare che non fosse un ritardato del poker.

Come mai?  Beh, intanto perchè sono in molti a sostenere di averlo visto fare giocate altamente discutibili. Diciamolo chiaramente, se ci limitassimo ad osservare alcuni spot giocati da lui, non ne verrebbe fuori il quadro di un Campione del Mondo. Ci deve quindi essere qualcos’altro. Qualcosa che lo distingue dai suoi anche più illustri colleghi. Se pensiamo che un giocatore considerato tra i più forti al mondo come Tom Dwan “Durrr” di braccialetti al suo attivo ne ha … zero.  Ma a lui non si impone certo di dimostrare qualcosa visto che nel cash continua a fare profit assurdi.

E’ quindi il cash il vero poker, se non si vince in quella variante non si è buoni giocatori? Anche in questo caso, le serate passate a vedere Phil Hellmuth in televisione affrontare i suoi “pari” nei tavoli cash lascerebbero intendere che è vero, in questa specialità non solo non è il migliore del mondo, ma forse non è nemmeno tra i primi diecimila.

Del resto, mi ricordo che anche in Italia prima dell’avvento del cash, una delle frasi più ricorrenti sentite nei vari tornei live (soprattutto da chi non arrivava mai) era sempre “Beh, gli MTT non sono il mio main game. Io preferisco giocare e vincere ai tavoli cash.”. 

Poi il cash è arrivato davvero, e quando le statistiche di questi giocatori che vincevano cash sono cominciate a venir fuori si è capito che forse nemmeno quello era il loro main game. “Beh sai, io gioco più che altro SNG e lì sono un vincente”. Si, peccato che i SNG non li giochi più nessuno.

C’è infine chi sostiene che in fondo è davvero solo questione di “culo”. Il giocatore con più braccialetti WSOP al mondo è semplicemente quello che sta vivendo la sua “live” good run più felice. Del resto i giocatori di poker sono abituati a parlare di lungo periodo, ma quanto può essere lungo questo periodo? In effetti non si parla di anni o di decenni, si parla di quanti tornei si giocano. Online sappiamo che i migliori grinder se ne fanno 30 al giorno di tornei (stima assolutamente personale e non per forza corrispondente al vero), e conosco player che per mesi e mesi non centrano un risultato che sia uno (e non perchè sono scarsi ma appunto per quella sorta di varianza che negli MTT è ancora più accentuata).

Ne deriva quindi un 900/1000 tornei al mese in cui non si vince assolutamente nulla (o quasi). Parimenti ci sarà un mese in cui su quello stesso campione si vince i massimi, si portano a casa vittorie su vittorie. Provate a chiedervi, quanti tornei ha fatto live Phil Hellmuth? Con ogni probabilità una cifra che nemmeno si avvicina lontanamente a quella.  E allora cosa vieta che in questa serie di tornei lui sia semplicemente in un rush positivo che lo porta a vincere 12 braccialetti?

Sto estremizzando, ma solo per seguire il pensiero di molti giocatori, che nonostante tutto credono seriamente che Lui non sia altro che un fortunato player un po’ eccentrico (e per molti versi poco simpatico).

In mia personale opinione (IMPO…) la verità sta nel mezzo (come mi ripete sempre il mio amico Dancar). Probabilmente non sarà (almeno ora) il miglior giocatore al mondo, probabilmente sta “live runnando” molto bene, probabilmente si è anche rimesso sotto con lo studio. Ma di sicuro è un animale da live che ha delle “skill” uniche nel suo genere. Del resto come si dice, “live è un altro gioco”.

La diatriba rimane  aperta. E fondamentalmente, se non per il suo smisurato Ego, dovrebbe esserne contento. Bene o male infatti non esiste al mondo un giocatore più “chiacchierato” del nostro Phill. In questo il braccialetto lo ha vinto ad honorem. E non per fortuna.

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