Niccolò Caramatti, dopo un IPT vissuto da protagonista, torna con una nuova “pillola”.
Il pro di Sisal Poker analizza l’andamento del suo torneo: “Ho fatto una deep run e sono arrivato 16esimo. Ho tantissimi rimpianti: a 20 dalla fine ero secondo in chips. Questa volta il “pezzo d’asino” sono stato io.”
Luisgallo analizza le mani fondamentali che hanno stravolto l’andamento del torneo: “Potevo evitare il bluff, ho giocato chiusissimo per tutto il torneo. Poi ho fatto una giocata molto aggressiva contro un signore: ho deciso di andare all-in da SB con con A-7 dopo il suo rilancio. Gira AK: è andato lui e io sono rimasto corto.”
Caramatti comunque ha da fare degli appunti agli organizzatori: “In un torneo da 2.200 euro non si può far scoppiare la bolla al day 3. Non ha senso che qualcuno debba pagare una notte in più in hotel o stare lontano dalla famiglia: una decina di persone sono tornate per il day 3 alle 14 per essere eliminate alle 16 senza andare a premio.”
Un altro argomento trattato da Caramatti è il comportamento degli italiani durante i tornei live: “Un minimo di decoro al tavolo non è mai disprezzato: è abbastanza fastidioso gridare dopo un coinflip vinto al primo livello. Ci sono stati miglioramenti nel tempo, ma cerchiamo di stare più sereni: la calma ti fa ragionare anche meglio, il poker è un gioco di razionalità.”
“Se uno fa un raise contro di voi – aggiunge Niccolò – non è detto che è una mancanza di rispetto. Ho visto un giocatore che si è messo a livello personale contro un altro: “Tu mi rilanci e io ti chiamo”. Alla fine ha perso metà stack sbarellando perché l’ha preso come un affronto personale.”
L’ultima parte, come di consueto, è dedicato alla cucina: una trattoria goriziana con delle portate gigantesche.







