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il 15 Lug 2013

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Filippo Candio: come vissi l’attesa del day 8 tre anni fa.

Filippo Candio: come vissi l’attesa del day 8 tre anni fa.

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Era un giorno di Luglio di tre anni fa e Filippo Candio, come adesso Sergio Castelluccio, viveva l’attesa di un giorno professionalmente importante, di quelli che possono rendere unica la carriera di un pokerista, come solo un posto tra i “November nine” è capace di fare. Emozioni lontane, sensazioni non più a fior di pelle eppure, giudicando dalle sue parole, ancora vivissime nei ricordi del professionista sardo. Sentiamo come ce le racconta.

Ciao Filippo, Castelluccio è arrivato tra i top 27 del Main Event WSOP: tu che sei arrivato al final table, potresti parlarci di come si vive il passaggio dal day 6 al day 7? C’è una strategia ottimale da utilizzare?

Non c’è una strategia particolare da utilizzare in questi frangenti, quello che posso dirti è che se c’è una cosa che davvero fa la differenza è avere le palle o non averle. E Sergio sicuramente le ha. Questa è la “skill” che pesa maggiormente a questo punto del torneo.

Come ricordi la notte tra il day 6 e il day 7? Riuscisti a dormire?

Nel 2010 c’erano 1000 iscritti in più, quindi giocammo una giornata in più rispetto ad oggi. Ricordo che tra il day 7 ed il day 8 stetti discretamente male, pensi a quello che hai fatto, ne sei soddisfatto, ma pensi ancor di più a quello che potrai fare il giorno successivo.

L‘obiettivo era  puntare al braccialetto? In quei momenti non si fanno calcoli, vero?

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Del braccialetto non se ne preoccupa nessuno, l’unico obiettivo che si ha è il final table. Vedi solo Novembre come target da raggiungere, è l’unica volta nella vita nella quale speri di essere rimandato!

Stavi discretamente male perché era troppa l’adrenalina per riuscire a dormire? Studiavi qualche spot giocato oppure riflettevi sul giorno dopo?

Pensare è quasi impossibile, sei distrutto dalle infinite ore di gioco che si accumulano e ti rendono sempre più stanco. Forse razionalmente valuti a quanti soldi ti giochi con lo step di premi successivo, ma ricordo che la stanchezza fu il fattore predominante per me.

Ti confrontasti con qualcuno per la strategia da applicare oppure andasti dritto per la tua strada?

Niente di tutto ciò, l’unica cosa che cercai di fare fu abbassare il ritmo, ovvero vasca calda al ritorno in camera e pochi pensieri. Sei talmente oberato di poker che tenti solo di distaccartene un po’, almeno mentalmente.

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