Wednesday, Oct. 21, 2020

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il 16 Lug 2013

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Sergio Castelluccio 14° al Main Event WSOP per 451.000 $

Sergio Castelluccio 14° al Main Event WSOP per 451.000 $

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Sergio Castelluccio è sicuramente il player che durante queste WSOP 2013 ha regalato più emozioni al pubblico italiano. Un vortice di alti e bassi, goduria e suspence, attesa e festeggiamento, durato per tutto il Main Event, che purtroppo si è definitivamente concluso questa sera, con l’eliminazione del poker player di Bisaccia in quattordicesima posizione.

Un out che, ovviamente, brucia, e non poco. Perché tutti quanti ci metteremmo la firma per arrivare così deep al Main Event e vincere 451.000 $, ma quando sei lì davvero, poi vuoi arrivare al tavolo finale, quei November Nine che sono vicinissimi.

Il day 7 del Main Event di Sergio Castelluccio è iniziato in fase di stallo totale: completamente “card dead”, ovvero in mancanza di carte decenti con cui giocare, si è messo a foldare tantissimo, facendo calare un po’ lo stack ma gestendo alla perfezione la situazione.

Come siamo sicuri che fosse davvero card dead e non impaurito dai tanti soldi in gioco? Prima di tutto perché Sergio ormai abbiamo imparato a conoscerlo bene. Ma soprattutto, perché appena ha iniziato a vedere mani decenti con cui aprire, si è esibito in un cambio di marcia davvero magistrale, iniziando ad aprire tantissimo e spingere sull’acceleratore.

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La strategia sembrava funzionare alla grande: lo stack di Sergio è arrivato anche fino a 15 milioni di gettoni, il doppio dell’average di quel momento. Ma poi, come ci ha detto lui stesso in una pausa, “è un colpo. Basta un colpo per rovinarti il torneo.” Un avversario decide di chiamare fuori posizione la 3-bet di Sergio con una mano marginale come 85 suited, chiude scala al river e punta tantissimo… e l’italiano fa call per poi buttare le carte alla vista del punto avversario. Stack dimezzato, e poi in poche orbite due volte AK che Sergio rilancia preflop per poi dover foldare a board girato: in pochi minuti Castelluccio si ritrova con dodici bui, in pienissima fase di push or fold.

“Non c’è molto da fare, da pensare o da sbagliare: ora vanno solo messe tutte in mezzo al momento giusto” ci dice Sergio in pausa, e lo ripete anche a Fabio Coppola e a “zio” Michele Limongi al telefono. E così sia: prima Sergio pusha  da BB sull’apertura di UTG e lui passa; poi da bottone decide di mettere in mezzo undici bui con A5, ma trova l’avversario Lehavot pronto a chiamare con KK.

Finisce così, e tutto sommato è una buona conclusione per un torneo iniziato a mille all’ora da Sergio. Il torneo più vissuto, più impegnativo, più lungo che abbia mai giocato, e Castelluccio è stato sempre perfetto, esprimendo un poker davvero di altissimo livello: non c’è nessun dubbio adesso e non ce ne saranno domani, Sergio è nella storia del poker italiano.

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