Friday, Dec. 3, 2021

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il 3 Mag 2014

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Intervista esclusiva ad Antonio Buonanno: “Mi sentivo il più forte, non ho mai pensato di poter perdere!”

Intervista esclusiva ad Antonio Buonanno: “Mi sentivo il più forte, non ho mai pensato di poter perdere!”

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Al telefono risponde la moglie, che ieri è stata al suo fianco per tutta la notte. Mi passa Antonio Buonanno che spiega di essere già sulla via del ritorno verso la sua Caserta: “Ti parlo dall’autostrada, ho dormito solo poche ore ma va bene così”

Entriamo subito nel vivo della discussione: quel tavolo finale, il più lungo della storia EPT, che l’ha visto portare in Italia la picca più ambita per la seconda volta dopo Salvatore Bonavena.

“Devo essere sincero, al tavolo mi sentivo il più forte di tutti – spiega Antonioma la mia non era una presunzione perché poi tutti quelli che sembrano bravi, in particolare Roca e il tedesco, si sono un po’ sciolti. L’unico davvero forte è stato Salter, infatti all’heads-up ha confermato di essere un grande. Di arrivare al testa a testa non avevo dubbi perchè ho giocato davvero bene: dopo quattro giorni da short stack in cui avevo poco margine di manovra, negli ultimi due penso di aver espresso davvero un bel poker. Certo, in heads-up ho lasciato qualche erroretto per strada perchè quel Salter si è rivelato davvero un mostro. Ma alla fine ho recuperato alla grande”

Buonanno spiega quanto siano state dure quelle otto ore di heads-up contro l’avversario britannico:

“Nei primi tre livelli ho visto carte e non mi ha mollato una chips… ma in effetti neanche dopo me ne ha regalate. Giocare contro un avversario che non sbaglia nulla, vedendolo sempre foldare quando hai AA – KK – AK, non è facile. Penso di aver sbagliato solamente un call ma di avere anche fatto tante ottime giocate, però essendo lui bravo ha risposto sempre colpo su colpo”.

Antonio smentisce il comportamento maleducato di Salter che molti credevano di aver visto in diretta streaming:

“Lui non è stato assolutamente maleducato, magari un po’ lo sono stati i suoi amici. Salter si voleva accordare con me fin da quando eravamo rimasti in quattro, mi ripeteva che se avesse fatto un deal lo avrebbe fatto solo con me. Questa cosa me l’ha ribadita anche durante la pausa cena, all’uscita del ristorante dove sono andato a mangiare sushi con mia moglie. Io gli ho risposto che se fossimo arrivati in heads-up avremmo trovato un accordo senza problemi. Però lui aveva venduto un sacco di quote, di fatto gli restava solamente il 28% del torneo e i suoi amici-investitori lo hanno spinto a giocare. Ma ribadisco: è stato correttissimo con me, quando ci siamo incontrati in sala dopo la premiazione abbiamo scherzato”

Antonio non nega di aver fatto leva sul deal mancato per cercare di innervosire l’avversario:

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“Quando era chiaro che non poteva accettare il deal gli ho ripetuto più di una volta se voleva discutere di nuovo un accordo, ma era solamente per farlo innervosire, diciamo che con questo trucchetto ho cercato di fargli perdere la concentrazione”.

Il campione dedica quindi un pensiero all’Italia delle due carte che ha tenuto incollata per tutta la notte alla diretta video:

“Mi fa piacere il seguito che ha avuto il mio torneo perchè è tutta gente che capisce di poker, che è un gioco di una difficoltà enorme: proprio questo tavolo finale ha dimostrato ancora una volta che non si tratta solamente di saper giocare. In un heads-up di otto ore servono pazienza, mindset e tenuta mentale. Francamente non credo che sarei in grado di insegnare il gioco, proprio per tutte le sfaccettature che lo compongono. Ogni mano è un mondo a se, se chiedi a dieci persone come la giocherebbero probabilmente arriverebbero dieci risposte diverse”.

Prima di salutarci Antonio ci racconta i suoi progetti futuri, in particolar modo per quanto riguarda le World Series:

“Io non gioco molto, da settembre a oggi ho partecipato alle tappe EPT e al WPT di Venezia, quindi un totale di sette tornei. Arriverò a Las Vegas il 23 giugno e giocherò tutti i tornei da 5.000$ in su: i torneini da mille dollari non mi piacciono perchè lo stack di partenza è ridotto e visto il numero di partecipanti è tutto in mano alla sorte”

E chissà che, dopo il quarto posto WSOP ottenuto l’anno scorso e dopo la splendida picca di stanotte, non sia proprio Buonanno a regalarci un’altra bella sorpresa nella manifestazione pokeristica più importante del mondo.

 

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