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il 5 Ago 2014

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Antonio Buonanno: “Se sei forte di testa il trash talking non esiste!”

Antonio Buonanno: “Se sei forte di testa il trash talking non esiste!”

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Per chiunque si approcci a una competizione, il mindset è un aspetto di vitale importanza nella gestione della tensione.

In un gioco come il poker, poi, dove tutto si regge su un sottile equilibrio di decisioni da prendere, l’autocontrollo e la padronanza delle proprie emozioni sono fondamentali per compiere quelle scelte che porteranno risultati sia nel breve che sul lungo periodo.

Nel live come nell’online le insidie si nascondono davvero dietro ogni angolo e i fattori che possono indurre alla perdita della calma e al tilt sono davvero molteplici, come ci ha confermato Antonio Buonanno, giusto tre mesi fa vincitore della seconda Picca Ept della storia del poker italiano:

Per quanto riguarda l’online non mi ritengo un professionista e quindi non posso esprimermi. Di sicuro è risaputo che, stando in una stanza, da soli, con soltanto lo schermo davanti e le decisioni che dipendono da un movimento del dito sul mouse, il tilt, o meglio fare in modo che il tilt condizioni il nostro gioco, è fin troppo facile. Live, invece, è più facile distrarsi e quindi scaricare il nervosismo, ma aumentano anche le variabili che possono indurci al tilt: un tavolo ostico, un dealer poco professionale, la varianza che puoi avere nei diversi giorni, la stanchezza per il prolungarsi del torneo, un colpo che oppo ha giocato male o un giocatore antipatico al tavolo. Il mindset, quindi, diventa la cosa più importante da gestire”.

Il discorso del tilt causato da un avversario che assume un comportamento antipatico al tavolo è sicuramente accostato al trash talking: un atteggiamento fatto di gesti, parole e provocazioni che, specie nel live, possono indurre alcuni players a perdere la lucidità necessaria.

Secondo il vincitore del’EPT Grand Final di Montecarlo, tuttavia, parlare di trash talking è sbagliato, nonostante proprio lui si sia trovato davanti, nell’heads up decisivo che lo separava dalla picca, un giocatore come Jack Salter che faceva di tutto per provocarlo:

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Il trash talking per me non esiste o, quantomeno, è una terminologia inadeguata, specie in tornei di un certo livello. Se sei forte e hai esperienza, i giocatori che fanno trash talking ottengono l’effetto contrario, come è accaduto a Jack Salter contro me, quindi è un’arma davvero di poco conto se usata contro un giocatore professionista. Nel testa a testa che mi ha dato la picca erano altri i fattori che potevano condizionarmi: la durata, il fatto che il mio avversario non prendesse alcun rischio rendendo inefficaci anche le mie mani buone, lo streaming con ritardo troppo breve, il continuo cambiare modulo di gioco… per non parlare della cifra che c’era in ballo!

Un atteggiamento sicuro e consapevole, quello di Buonanno, che dimostra quanta esperienza e quanto lavoro ci siano alle spalle di un risultato così roboante, nonostante dei consigli veri e propri per il controllo delle emozioni e la gestione del mindset, a suo dire, non si possano dare:

Credo che il live sia più difficile dell’online, proprio per tutto quello che abbiamo detto prima, quindi a mio avviso non credo esistano consigli per rimanere calmi. Sicuramente devi essere forte e avere tanta esperienza per poterti gestire e rimanere lucido davanti a tante cose che potrebbero farti tiltare, sicuramente anche più del trash talking!

 

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