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il 18 Lug 2013

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Brian Hastings attacca FTP: “Sto aspettando da due anni il rimborso!”

Brian Hastings attacca FTP: “Sto aspettando da due anni il rimborso!”

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In casa Full Tilt Poker non si respira ancora un clima disteso, nonostante il tentativo di diversificare i propri interessi: recentemente, infatti, sono stati ufficializzati dei tornei live e, nel frattempo, è stata avviata la procedura per entrare nel mercato dei Casinò online.

Tutto queste novità, però, non hanno chiuso definitivamente la questione riguardo ai rimborsi che pendono, ormai, da anni su Full Tilt Poker, quando tutto ebbe inizio con quel famoso black friday.

I fondi al momento sono ancora congelati e il Ministro della Giustizia ha recentemente assegnato alla società Garden City Group (GCG) il compito di monitorare su tutte le operazioni.

E’ basto un tweet, però, della stessa società ad alzare un polverone mediatico: la GCG, evidentemente, sembra essere interessata più ad un sondaggio che al recupero dei fondi. Infatti, sul profilo ufficiale, chiede il sostegno dei suoi followers con un voto per essere nominata “miglior amministratore di reclami”.

sondaggio

Comparatore Bonus

Questo comparatore confronta i bonus di benvenuto attualmente verificabili sui siti degli operatori italiani. Questa tabella ha una funzione informativa e gli operatori sono mostrati in ordine casuale.

Brian Hastings, noto giocatore High Stakes, è stato uno dei primi a rispondere:I giocatori di Full Tilt sono in attesa del loro denaro da due anni. Risolvete prima questo problema e poi avrete il mio voto.”

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Per niente dolce è stato anche il commento proveniente da un giornalista del sito Diamond Flush Poker: “Perché state sprecando i miei soldi per pagare qualcuno che deve scrivere su Twitter, invece di restituirli direttamente a me?”.

Anche i giocatori italiani non hanno avuto garanzie per quanto riguarda il rimborso: un anno fa Full Tilt inviò una mail nella quale assicuravano che stavano “cooperando con le autorità italiane, per trovare un modo per ripagare i giocatori italiani che sia conforme alle normative”, ma da allora non si è fatto molto.

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