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il 14 Set 2013

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Gli indiani americani, i loro casinò e le leggi “ad tribum”

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Gli indiani americani, i loro casinò e le leggi “ad tribum”

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Non sono in molti a sapere che le comunità native indiane sono in possesso di alcuni dei casinò più importanti degli Stati Uniti. Per esempio, la tribù Seminole acquisì nel 2007 la catena Hard Rock, che non gestisce solo ristoranti ma anche uno dei casinò più famosi e prestigiosi della East Coast, il Seminole Hard Rock Casinò, dove recentemente si è disputato un torneo di poker con ben 10 milioni di dollari garantiti.

Quindi in realtà queste tribù, che per tanti versi continuano a essere molto tradizionali nelle loro abitudini, sono a carico di un’importantissima fetta del mercato di uno dei business più redditizi degli Stati Uniti: il gambling. La National Gambling Commission ha calcolato che solo nel 2012 il volume di soldi dei casinò posseduti da queste tribù ammontava a quasi 28 miliardi di dollari. Una cifra decisamente notevole.

Negli ultimi giorni si è parlato parecchio negli Stati Uniti delle intenzioni della tribù Catawba di creare un nuovo casinò nella North Carolina, la terra di origine dei Cherokee, che proprio in quello stato gestiscono l’importante Harrah’s Cherokee Hotel & Casinò, un complesso in cui lavorano fino a 2.300 persone e che genera circa 400 milioni di dollari.

Tuttavia sembra che i Catawba non potranno mettere ancora piede nella terra sognata del gambling, poiché la North Carolina ha approvato questa settimana una mozione per la quale nessuna tribù che non sia originaria dello stato potrà costruire all’interno di esso. I Catawba, originari della Carolina, ma di quella del Sud, sono stati dunque tagliati fuori con questa misura che potremo denominare ad tribum e dovranno cercare altre terre dove poter far nascere i loro progetti.

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