Quanto ci spaventa. Otto innocue lettere che possono mandarci in panico. Non ci siete ancora arrivati? Sto parlando della varianza, parolina magica che in alcuni frangenti può diventare un vero e proprio incubo per i pokeristi, che a volte sembrano fare a gara a chi sia il più colpito da questa ‘malevola signora’.
Ma siamo sicuri che chi la offende e la maltratta sappia esattamente cosa sia?
Frasi come ‘sono in un periodo di varianza negativa’, oppure ‘questa varianza mi sta uccidendo’, sono piuttosto fini a sé stesse per chi comprende bene la sua natura.
Lo spiega chiaramente il Prof. Luigi Accardi, docente di ‘Probabilità e Statistica’ all’Università di ‘Tor Vergata’ di Roma, che, da ‘profano’ di poker, aggiunge di non capire le ragioni per cui i giocatori debbano essere spaventati dalla varianza.
‘Per definirla in modo semplice, la varianza non è altro che la ‘dispersione’ delle osservazioni, ovvero la probabilità con cui i valori che si realizzano vanno a discostarsi dal valore atteso – esordisce il professor Accardi per introdurre l’argomento.
Poi continua: ‘Nei giochi ad alta varianza, in cui possiamo inserire il poker, è vero che abbiamo un rischio maggiore, ma a questo è correlata la possibilità di avere un grande ritorno economico. Poi è chiaro che, non essendo il texas hold’em un gioco d’azzardo, entrano in gioco anche altri fattori, quali le strategie e l’abilità di ognuno, che possono ridurre le fluttuazioni legate all’alea‘.
IPC: Spesso, professor Accardi, i giocatori parlano di ‘varianza negativa’: è corretto definirla così?
LA: E’ errato legare la negatività al concetto stesso di varianza perché quest’ultima è sempre positiva. E’ stato provato empiricamente con uno specifico teorema, che non sto a spiegare nel dettaglio perché dovrei dilungarmi troppo. In termini matematici comunque la varianza è sempre indicata con un numero superiore allo zero. I pokeristi farebbero dunque meglio a parlare di fluttuazione positiva e/o negativa del gioco, al fine di definire in modo corretto i periodi favorevoli e quelli sfavorevoli, ma non certo utilizzare l’aggettivo ‘negativo’ a fianco del termine varianza.
IPC: Per capire meglio: quante possibilità ci sono che lanciando una moneta cada testa per 50 volte di fila?
LA: Non so e non credo sia stato fatto un tentativo con il lancio di una moneta ma, negli anni ’60, è stato fatto un esperimento simile con il ‘rosso’ e il ‘nero’ della roulette, che ha fatto segnare un risultato decisamente sorprendente: per 32 volte, come ‘tetto’ massimo, la pallina è finita sui numeri rossi. Nonostante questo, però, ci tengo a precisare una cosa: ogni ‘coin flip’, come ogni lancio della pallina alla roulette, nonostante i calcoli statistici è una storia a sé stante. Il risultato è indipendente, ovvero totalmente slegato dall’esito dei lanci precedenti.
Da oggi, durante i vostri ‘whine’, se volete essere precisi iniziate a dire ‘sono in una fase di fluttuazione negativa del gioco’! 😀
E, soprattutto, sperate che il coin flip decisivo cada dalla parte (per voi) giusta: i calcoli probabilistici, alla fine, non influenzano in alcun modo le sorti del singolo evento.







