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il 18 Giu 2015

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WSOP – Il bilancio al giro di boa: grandi numeri per low buy in e Omaha. Super U.S.A. nel POY, bene gli italiani

WSOP – Il bilancio al giro di boa: grandi numeri per low buy in e Omaha. Super U.S.A. nel POY, bene gli italiani

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Siamo arrivati alla metà delle World Series of Poker 2015 in svolgimento a Las Vegas.

Con 34 braccialetti già assegnati e altrettanti ancora da mettere al polso dei vincitori, le WSOP 2015 si candidano a essere come l’evento pokeristico più partecipato della storia.

Si sono infatti già svolti tre eventi che sono entrati tra i sette eventi più grandi della storia. Il Colossus ha infatti sbancato e con 22.374 entries difficilmente verrà mai superato, ma anche il Millionaire Maker e il Monster Stack hanno realizzato numeri da capogiro, superando i 7.000 ingressi e piazzandosi rispettivamente al sesto e al settimo posto tra gli eventi più partecipati di ogni epoca.

Ma non è solo il Texas Hold’em ad aver fatto registrare numeri da capogiro. Qualche giorno fa abbiamo infatti assistito al torneo di Omaha col field più numeroso di ogni era. Il 1.000 $ di Pot limit Omaha infatti ha fatto registrare ben 1.293 ingressi, a testimonianza come anche il gioco a quattro carte stia spopolando in tutto il mondo e sia diventato un fenomeno popolare.

La vera differenza sembra farla il buy in. I tornei dal buy in più elevato infatti confermano i numeri degli anni passati mentre quelli con una somma da spendere più ridotta ottengono risultati incredibili siano sotto forma di Colossus, siano sotto forma di Monster Stack, siano addirittura dei tornei di varianti.

Incredibile anche il numero di nazioni rappresentate alla kermesse del Rio Casino. Siamo già a quota 98 ed è facile prevedere come la fatidica soglia dei 100 stati rappresentati sarà facilmente superata. Ovviamente a farla da padroni sono comunque sempre i giocatori statunitensi, sempre in maggioranza sul field.

Lo testimonia anche la classifica del Player of the Year, anch’essa arrivata al giro di boa. Nelle prime quattro posizioni troviamo altrettanti giocatori americani, a incominciare da quel Paul Volpe, i cui risultati nell’inizio della manifestazione sono stati straordinari: runner up in due differenti eventi e a premio in altri due grossi tornei.

Ma se la posizione di Volpe fino a qualche giorno fa sembrava inavvicinabile ci stanno pensando Mike Gorodinsky, Shaun Deeb e Brian Hastings a rendergli la vita dura.

In particolare il primo sta vivendo un momento di run eccezionale con due final table nei Championship di Seven Card e un secondo posto nel torneo da 5.000 dollari vinto nella notte da Jason Mercier.

Nessun braccialetto però per lui a differenza di Shaun Deeb che si è aggiudicato il Championship di Pot Limit Hold’em, oltre al tavolo finale nel Seven Card Razz, e di Brian Hastings, a segno nel Championship di Seve Card Stud.

Alle spalle dei nordamericani la prima grande sorpresa di queste WSOP: il greco Georgios Sotiropoulos, già secondo a un EPT Praga e gran protagonista a Las Vegas con in the money sia nel Colossus che nel Millionaire Maker e una costanza di risultati nell’Hold’em da far invidia a qualsiasi pokerista.

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Georgios Sotiropoulos

Altri giocatori sulla cresta dell’0nda da inizio giugno sono Greg Merson, Olivier Busquet e Phil Galfond, fresco di matrimonio proprio nella città del peccato.

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E gli italiani?

Tutto sommato sta andando molto bene: le presenze per ora infatti sono forse state inferiori a quelle degli anni passati ma i risultati non sono tardati ad arrivare, in attesa di quelli dei vari Mustapha Kanit e Andrea Dato.

Un braccialetto, altri tre tavoli finali e svariati piazzamenti in the money fanno complessivamente vedere il bicchiere mezzo pieno dei risultati della spedizione azzurra in questa prima metà delle World Series.

Analizzando a fondo però vediamo come Max Pescatori e Dario Sammartino siano per ora gli unici alfieri a poter essere veramente contenti dei successi ottenuti.

Come lo stesso Max su twitter ha segnalato per ora il conto è di due tavoli finali a testa, anche se il Pirata ha il braccialetto a far pendere la bilancia dalla sua parte.

2015-06-18 17_55_15-Max Pescatori (@maxpescatori) _ Twitter

Questo tweet era di poche ore fa quando Dario non era ancora uscito quarto dal torneo che ha visto la vittoria del terzo braccialetto in carriera di Jason Mercier.

Comunque accanto ai nostri due rappresentanti di punta anche altri azzurri hanno ben figurato per ora: parliamo di Alessio Isaia, che cercherà nella notte il final table nel pot limit omaha, Luca Moschitta e Tommaso Briotti su tutti.

Un bilancio quindi positivo che sicuramente verrà migliorato nel proseguio di queste WSOP.

Se vuoi seguire anche la seconda metà delle World Series of Poker commenta con noi partecipando all’evento Facebook dedicato alle WSOP!

 

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