La struttura perfetta per un torneo live? Risponde Matt Savage, tournament director del WPT

Poker Live

Anche se il Summit TDA si è concluso ormai da tre settimane, il fondatore dell’associazione Matt Savage non smette di provare a migliorare ancora il mondo del poker, come si può notare dalle continue e costruttive discussioni sui suoi social network.

Ma non sono solo i giocatori a voler sentire il parere di Matt: anche il tournament director del WPT ha interesse nelle opinioni del pubblico, e ha approfittato di Facebook e Twitter per porre un’interessante domanda:

“Quando i player parlano di ‘struttura perfetta’ a cosa pensano? Qual è la tua idea di ‘struttura perfetta’?”

Le risposte sono state così tante e così varie da meritare un altro lungo post su Facebook riferito ai pareri di Matt, che come prima cosa fissa i quattro punti cardine della struttura perfetta (in ordine di importanza decrescente):

4 – Chips
3 – Abilità dei giocatori
2 – Livelli
1 – Tempo

 

CHIPS:

A proposito delle chips la tendenza del giocatore medio è di averne di più, abbondare: tornei deepstack, tutti i tornei con ancora più chips, e comunque come minimo 100bb di stack.

Secondo Savage le chips sono la parte meno importante della struttura, in quanto sarebbe capace di fare un torneo che duri 4 giorni con 100 chips e un torneo che duri 4 ore con 1.000.000 di chips… nonostante ciò è d’accordo che 100bb siano il minimo indispensabile per cominciare un torneo, per permettere un decente spazio di manovra e la possibilità di rimontare dopo aver perso un colpaccio.

ABILITÀ:

Il feedback dei giocatori su questo punto era molto vario, ma per lo più la gente vorrebbe strutture amateur player-friendly, che mettano a proprio agio tutti i giocatori random.

La teoria di Savage è che i random player spesso vogliono delle strutture deep, con uno stack ampio, livelli lunghi eccetera, senza pensare che questo avvantaggia i professional poker player in realtà. Più la struttura è veloce più questa avvantaggia i giocatori amatoriali rispetto ai pro.

LIVELLI: 

Le risposte più comuni erano: 1) Non saltare nessun livello; 2) Aumentare il numero di livelli.

Matt non si sbilancia su un aumento del numero di livelli, ma sicuramente si oppone ad una diminuzione: “Non saltare i livelli è fondamentale per una struttura perfetta secondo me” 

TEMPO: 

I player chiedono soprattutto livelli più lunghi, più tempo, livelli tra i 40 ed i 120 minuti, anche se alcuni invece preferiscono strutture più rapide.

Secondo Savage invece il tempo è la maniera migliore per controllare la durata di un torneo e fare la differenza tra un torneo deep ed un turbo.

 

Al termine di queste riflessioni, Matt spiega i parametri che utilizza per decidere le strutture dei suoi tornei, basate sull’esperienza dei suoi anni di lavoro e di discussioni con i giocatori:

• Lo stack di partenza deve essere correlato all’ammontare del buy-in

• Più eventi da un day

• In caso di eventi da due day da $1.000 o meno, alla partenza del secondo giorno bisogna già essere ITM

• Mai saltare livelli, fatta eccezione per i satelliti o situazioni che davvero lo richiedono

• La durata dei livelli deve poter dividere pienamente le due ore: ad esempio usare livelli da 15/20/30/40/60/120 minuti, permessi anche livelli da 90 minuti, ma non 25/45 o 75.

• Le ante devono comparire prima e corrispondere al 20%-33% dello small blind, in modo da mantenere costante il flusso dei player out ma tenere gli stack alti in proporzione ai blinds.

• Spesso Savage aumenta la durata dei livelli nelle fasi conclusive, dove essere deep risulta più importante (ITM e Final Table)

 

Ovviamente ogni giocatore ha le sue preferenze… voi cambiereste qualcosa alla struttura ideale di Savage?