Friday, Aug. 23, 2019

Strategia

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il 20 Ago 2015

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Quando un blocker fa la differenza: il bluff al river nel Cash Game

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Quando un blocker fa la differenza: il bluff al river nel Cash Game

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I particolari fanno ormai la differenza nei tavoli online di cash game 6max.

Sempre più infatti si trovano giocatori preparati e solamente quando ci troviamo di fronte a giocatori occasionali si riesce a far valere la propria edge.

Bisogna così sfruttare anche quei minimi dettagli che possono cambiare il profit di una sessione o comunque l’esito di una particolare mano.

I blocker sono uno di questi dettagli è già in passato abbiamo visto come possano essere importanti sia nel gioco pre flop sia in quello post flop.

Si definiscono blocker quelle carte che abbiamo tra le mani e servirebbero ai nostri avversari per completare i loro progetti nuts.

Nello spot che andiamo ad analizzare oggi ci troviamo a un tavolo di NL50 su una room .it e tutti i giocatori sono abbastanza deep.

L’under the gun con uno stack di 83 € open raisa fino a 1.50 € e trova il call in middle position di un giocatore con uno stack di 150 €.

Hero si trova sul cutoff con AT e conosce il giocatore in middle position che considera un regular abbastanza tight che si inventa poco nel gioco post flop dove non presenta una spiccata aggressività.

Nessuna info, se non quella di giocatore occasionale, sull’original raiser.

Con la starting hand a disposizione Hero il più delle volte opterà per un fold sull’apertura dell’under the gun ma il fatto che sia un giocatore non regular e che il caller sia abbastanza passivo post flop fanno propendere per una 3bet in isolation sul giocatore occasionale.

Rilancio che puntualmente avviene ed è di 5 €.

A questo punto c’è però il cold call dello small blind un giocatore con 58€ sul quale ci sono poche info che probabilmente chiamerà con molte coppie nel tentativo di settare.

Sia l’original raiser che il regular in middle position chiamano e si crea un piatto di 20,50 €.

Il flop K93 consegna due backdoor a Hero e tutti checkano fino alla sua action.

La decisione ovviamente è tra cbettare e checkare behind. La continuation bet ha il pregio di far foldare mani che al momento ci sono davanti come alcune coppie comprese tra 4-4 e 8-8 facendoci vincere la dead money in maniera uncontested e di lasciarci l’aggressività nel colpo.

Inoltre in caso di turn che aiutino la nostra equity potremo decidere molte volte se comprarci gratuitamente il river oppure continuare la nostra azione aggressiva.

Hero decide di puntare 7,75 €.

Una bet di 1/3 del piatto in modo da non spendere troppo nel momento di un rilancio avversario al quale dovrà obbligatoriamente foldare. Non ci sono regular in grado di exploitare questa sua size e comunque visto il flop non troppo coordinato è un importo che hero potrebbe puntare anche con mani forti come top pair o più.

Chiamano sia lo small blind che l’under the gun mentre come previsto folda il giocatore in middle position.

Entrambi i call possono rappresentare una delle coppie sotto al re, mentre difficilmente rappresentano un set poichè ci sono molti giocatori coinvolti nel piatto.

E’ poco probabile anche un flush draw: sono poche le combinazioni di starting hand che potrebbero avere tra le mani gli avversari visto il nostro A. Le uniche combo plausibili sono QJ, JT, 87, 76 e sono tutte nelle mani dell’under the gun perchè difficilmente lo small blind avrà cold callato una 3bet con queste mani.

Uno dei due avversari potrebbe avere una top pair debole come KQ, KJ, KT.

Il turn è un 8 che consegna a Hero il nut flush draw.

A questo punto, dopo i due check avversari, si può continuare con l’azione aggressiva o decidere di freerollare il 20/25 % di equity certa che abbiamo al turn.

Qualora continuassimo nell’azione aggressiva però ci troveremmo praticamente committati sull’eventuale all in dello small blind. Egli infatti ha ancora 45,25 € e dopo una nostra puntata di 1/3 piatto (15 € circa) per chiamare il suo all in dovremmo aggiungere solo 30 € su un piatto di 135 € avendo odds di 1 a 4,5 circa. Dovremmo quindi vincere il piatto circa il 23% delle volte poco più dell’equity del nostro nut flush draw.

Inoltre con un check behind avendo noi il nut flush draw potremo tranquillamente rappresentare colore nuts al river e quindi su una qualsiasi blank del mazzo fare una nuova azione aggressiva.

Hero opta quindi per un check nella speranza di vedere materializzarsi una picche al river.

La quinta strada è però una Q. Una carta semi blank perchè sicuramente non ha aiutato le coppie degli avversari ma potrebbe aver fatto chiudere doppia coppia a KQ.

Il check dello small blind è sintomatico del fatto che il giocatore ormai si sia arreso, mentre l’under the gun punta 21 € (circa metà piatto) lasciandosi dietro però 50 €.

Una puntata difficilmente fatta col colore che vorrebbe sicuramente estrarre maggior valore. Le uniche combinazioni di vero valore possibili sono JT (giocata un po’ a caso), KQ e set di otto pescato al turn.

Hero però ha in mano due blocker: uno per il nut flush draw e uno per la scala.

La scelta di aver checkato turn si rivela così saggia ma non per il fatto di aver potuto realizzare completamente la propria equity ma per poter andare all in raccontando una storia plausibile come se avessimo il nuts chiuso al turn. Le combinazioni nelle nostre mani potrebbero essere tante infatti: AQ, AJ, AT. Persino con set di K o set di donne potremmo tenere la stessa linea.

Decisivo ovviamente è il fatto che il nostro avversario non abbia tra le mani un contro blocker ossia quella Q o J che ci farebbe perdere molte combinazioni di nut flush.

Facciamo ora due conti su quante volte deve andare a segno il nostro bluff per essere positivo matematicamente.

Stiamo investendo 71 € (lo stack residuo del nostro avversario) per assicurarci un piatto di 66 €. Ricordiamo infatti che abbiamo escluso che lo small blind abbia delle combinazioni di colore.

Significa che quando il nostro avversario chiamerà avremo perso i 71 € investiti.

Mentre quando vinceremo avremo guadagnato 66 € perse in caso di call o fold.

La formula matematica di calcolo essendo il nostro un bluff puro (ogni volta che verremo chiamati avremo perso il piatto) sarà la seguente percentuale:

investimento /(piatto + investimento) ovvero 71/(71 + 66) che è uguale al 51,8 %. Questo significa che il nostro bluff dovrà essere efficace almeno una volta su due.

Considerata la size di bet al river, le combinazioni di mani con le quali il nostro oppo farà call e soprattutto i nostri BLOCKER crediamo a ragione che il piatto verrà vinto almeno 3 volte su 4 rendendo questo bluff molto positivo. Altresì se anche ci trovassimo contro un regular il nostro avversario in caso di tentativo di unexploitabilità dovrà chiamare solo una volta su quattro per le pot odds createsi.

I blocker in definitiva possono essere un ottimo strumento per prendere decisioni corrette al tavolo da gioco come ci aveva detto in questa intervista il nostro Mustapha Kanit:

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