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il 16 Ott 2015

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Il Texas Hold’em diventa sport riconosciuto: il Brasile mostra all’Italia una nuova via per il poker live?

Il Texas Hold’em diventa sport riconosciuto: il Brasile mostra all’Italia una nuova via per il poker live?

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Sempre più caldo il tema del Texas Hold’em visto come eSport e non come gioco d’azzardo.

Dopo le recenti dichiarazioni di Alex Dreyfus sulla nascita della Global Poker League strumento per trasformare il poker dal vivo in un vero e proprio spettacolo sportivo che possa essere d’intrattenimento e richiamo per il grande pubblico, sembra muoversi qualcosa anche nel poker online.

La notizia viene dal Brasile ed è di quelle che potrebbero aprire nuovi scenari anche nel panorama italiano ed europeo.

LA CBTH infatti è riuscita a far entrare il poker nel novero degli sport della mente affiliati al Ministero dello Sport Brasiliano.

CBTH è l’acronimo della Confederazione Brasiliana di Texas Hold’em e il presidente Igor Trafane ha fatto trasparire tutta la sua felicità per il passo in avanti fatto.

“Abbiamo compiuto un passo importante per regolamentare il poker in Brasile, dopo molti anni di lavoro. Abbiamo ancora una lunga strada da percorrere prima che si arrivi all’esito finale, ma sono sicuro che noi, le migliaia di appassionati di Texas Hold’em, vogliamo giocare uno sport della mente con dignità, come una normale attività sociale.

Siamo molto felici: questa è una vittoria non solo la mia e della CBTH, ma di tutta la comunità nazionale del poker.

Il poker è un’attività legale, ma ha bisogno di una chiara regolamentazione per crescere. Solo allora potremo attrarre grandi imprese ad investire generando così entrate per il governo, un percorso di carriera o di normative civili per giocatori e di sostegno ai lavoratori che entrano in questo segmento dell’economia nazionale.”

L’entrata del poker nella dimensione sportiva del panorama carioca infatti è il primo passo verso la regolamentazione del poker in Brasile.

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Siamo vicini dunque al momento che gli oltre quattro milioni di praticanti attualmente censiti in Brasile attendevano. La legge brasiliana infatti finora non è mai stata chiara e ora il Ministero dello Sport può creare un gruppo di lavoro per analizzare l’intera legislazione in materia di sport della mente.

L’IMSA infatti cioè la Federezione Internazione degli Sport della mente sarà infatti protagonista nelle trattative per la legiferazione e sebbene non ci sia ancora la certezza delle tempistiche si nutre un’estrema fiducia verso una breve soluzione del caso.

I passi compiuti in Brasile potrebbero essere da esempio anche per ciò che avviene in Italia attualmente con il gioco permesso solamente nei quattro casinò della penisola.

Un eventuale riconoscimento del poker come sport della mente e non solo con l’affiliazione dei circoli ricreativi al Coni potrebbe essere un passo decisivo per permettere di parlare di nuova regolamentazione per il poker live.

In tal modo si sarebbe praticamente obbligati a creare una nuova legge perchè qualora fosse riconosciuto come sport non si potrebbe più far finta di nulla e bisognerebbe obbligatoriamente regolamentare in maniera definitiva il Texas Hold’em.

Vedremo se l’esempio brasiliano potrà portare qualche novità anche nel panorama italiano e se magari con la prossima regolamentazione sudamericana del poker qualche grinder nostrano avrà voglia di trasferirsi in una nazione in fermento per il poker con eventi settimanali che richiamano sempre un maggior pubblico.

 

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