Saturday, Dec. 14, 2019

Strategia

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il 17 Mar 2016

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Quanto è importante il pensiero positivo nel poker?

Quanto è importante il pensiero positivo nel poker?

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Quanto è importante nel poker il pensiero positivo?

La domanda sorge spontanea dopo la recente intervista a Mustapha Kanit, che dicendo “Cerco sempre di essere molto positivo, e non penso mai di non riuscire” riporta alla mente anche la fiducia in sé che ha dimostrato nella sua Poker Story Life, così come la sicurezza di Dario Sammartino nelle sue capacità (entrambi i video in fondo all’articolo).

Due dei più grandi campioni italiani, due persone che non dubitano delle proprie abilità, due persone positive, convinte di riuscire.

Che sia questo uno dei loro segreti? Il pensiero positivo è una attitudine, niente più. Un abito mentale che vede successo e risultati nel futuro, che vede gli ostacoli come nuove sfide da superare… E che proprio per questo sicuramente saranno superati.

Ci sono teorie che dicono che una visione positiva del futuro generi automaticamente una via per il raggiungimento dell’obiettivo, come se inconsciamente tutte le piccole azioni che faremo ci porteranno verso quella direzione, e viceversa se siamo negativi ci metteremo i bastoni tra le ruote da soli.

Facciamo un esempio rapportato al mindset: se abbiamo una mentalità negativa, dopo uno scoppio probabilmente ci abbatteremo, penseremo che per l’ennesima volta la sfortuna ci ha impedito di arrivare primi, e probabilmente senza troppe speranze di rimonta lanceremo le poche chips che ci rimangono in mezzo al tavolo con qualche mano marginale. Via il dente via il dolore.

Ma se fossimo persone positive, convinte del raggiungimento del risultato, quello scoppio sarebbe solo un contrattempo – certo, MOLTO fastidioso, ma non perderemo né la speranza né la concentrazione: valuteremo il modo migliore di raggiungere il risultato e lo metteremo in pratica. Una strategia molto più efficace di pushare ATC.

Un’altra cosa importante è che una visione positiva generale rende più belle anche le singole situazioni. Se siamo persone positive tenderemo a ricordare maggiormente le cose piacevoli di quella trasferta a Malta (ad esempio), mentre se abbiamo una visione buia ricorderemo lo scoppio e l’insuccesso.

Sulla base di questo, è intuitivo pensare che si tende a fare molto più volentieri ciò che piace rispetto a ciò che ci causa fastidi, ed ecco che la “#positivity” di Phil Hellmuth diventa un’ottima medicina contro i burnout.

Anche il valore degli obiettivi potrebbe migliorare, nella convinzione che questi siano alla nostra portata. Ovviamente non dobbiamo inciampare nella falsa illusione, non ci basterà pensare di poter battere il NL1000 per permetterci di farlo. Kanit nel video qua sotto si nomina “uno dei migliori“, ma ha senza dubbio le carte in regola per farlo, mentre pochi di voi in questo momento possono dire la stessa cosa.

Come spiega Kanit tutto ha origine dalla sua determinazione e voglia di crescere, dal suo continuo migliorarsi che l’ha portato effettivamente ai vertici delle classifiche mondiali. Questo è essere positivi. Non arrendersi ed insistere, e vedrete che tutto l’impegno e la passione verranno ripagati.

Chiudiamo l’articolo con una citazione: “Ogni fallimento ci avvicina sempre di più al successo. È quando ci arrendiamo che falliamo veramente.” 

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