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il 21 Mag 2016

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Ben Heath: “Solo provando un amore vero per il poker potrai lavorare duro per migliorarti…”

Ben Heath: “Solo provando un amore vero per il poker potrai lavorare duro per migliorarti…”

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Con l’amico Charlie Carrel forma la coppia d’oro del poker britannico, seppur Ben Heath, per il momento, vanti ‘solo’ 492.761 dollari vinti in tornei dal vivo, con appena un titolo in un side event EPT (Malta, marzo 2015 – 58.000€).

Anche online Ben è uno che si fa rispettare e la specialità in cui è più ferrato sono gli mtt.

E’ stato recentemente intervistato da PokerListings e, tra le tante cose di cui ha parlato, ha snocciolato alcuni consigli per chi si sta affacciando ora al mondo del poker.

“Adesso la situazione è diversa rispetto al passato – spiega Heathprima imparando le basi, un buon ABC, si potevano fare molti soldi. Il consiglio che mi sento di dare ora, quindi, è quello di imparare a pensare riguardo il gioco, piuttosto che capire cosa fare in situazioni specifiche. E’ ottimale essere coachati da qualcuno che è già dove noi vorremmo arrivare o trovare un gruppo con cui parlare delle mani e migliorare insieme…”.

Un altro aspetto che per Ben è fondamentale, ma che talvolta è sottostimato, è provare un amore vero nei confronti del gioco stesso.

“Coloro che lo fanno solo per i soldi, faticano ad arrivare o a rimanere al top. I migliori giocatori spendono molte ore a pensare al poker, a parlare di poker e a giocarlo, perciò è dura far questo esclusivamente per il denaro. Se quello che ti guida è il desiderio di imparare e migliorare il gioco che ami, più facilmente continuerai a lavorare per stare al livello che ti compete”.

Il britannico crede molto anche nell’importanza della disciplina, cosa che non hanno, a dire il vero, proprio tutti i suoi colleghi.

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“Vedo tanti pokeristi ‘gamblare’ nei giochi da casinò, oppure giocano non rispettando il bankroll e vanno broke”.

E’ fondamentale poi, specialmente agli inizi, non esagerare con la lunghezza delle sessioni e lasciare un po’ di tempo, dunque, allo studio.

“Il mio consiglio è quello di stare in sessione per 3/4 ore e averne a disposizione una o due dopo per la review e lo studio. Dovrebbe esserci sempre spazio per lo studio e dovrebbe essere rispettato alla stregua del gioco. Personalmente, agli inizi ho sbagliato a fare tutto da solo, dato che non avevo il talento naturale per affrontare alla pari i ragazzi coi quali giocavo”.

Non nasconde, Heath, che la sua fortuna sia avere un compagno di poker come Charlie Carrel, che in passato è stato il suo coach.

“Non posso mai enfatizzare abbastanza quanto sia di aiuto vivere con qualcuno che è già dove tu vorresti essere. Quando siamo in viaggio insieme, infatti, parliamo costantemente delle mani e di quale sarebbe stata la maniera ottimale di giocarle…”.

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