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il 5 Feb 2017

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Ben Heath, runner-up all’Aussie Millions: “Senza l’aiuto di Charlie (Carrel) non sarei dove sono adesso”

Ben Heath, runner-up all’Aussie Millions: “Senza l’aiuto di Charlie (Carrel) non sarei dove sono adesso”

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Non è stato facile rintracciarlo a causa dei suoi innumerevoli spostamenti, ma la nostra perseveranza ha pagato, infatti poche decine di minuti fa la casella di Messenger è stata impreziosita dalle risposte di Ben Heath, talento del poker britannico, live e online.

Il 2017 del ragazzo è iniziato alla grande, dato che ha vinto alle Bahamas la picca nell’8-max da 15.300$ (141.440$) ed è andato vicinissimo anche al titolo del Main Event Aussie Millions, dove ha chiuso al 2° posto per 755.000 dollari americani.

IPC: A un passo dal trofeo. Sei comunque felice o hai qualche rimpianto?

Ben Heath: Sarebbe stato bello vincere il trofeo, ma non sono così triste per non averlo conquistato. Sono felice per come ho giocato durante l’intero torneo e ovviamente ci sono state molte situazioni che mi hanno permesso di arrivare dove sono arrivato, dunque non potevo chiedere di più. Spero in futuro di riuscire a compiere l’ultimo passo in un altro grande evento.

IPC: Tu e Charlie Carrel date l’impressione di essere un team: è importante avere un’amicizia così speciale per raggiungere gli obiettivi?

Ben Heath: Charlie mi ha insegnato a giocare quando già aveva abbastanza successo. Non sarei dove sono adesso nel poker se non fosse stato per il suo aiuto, quindi lo apprezzo molto. Adesso credo di essere vicino al suo livello come mai lo sono stato in passato, è una cosa ottima per entrambi avere qualcuno con cui poter confrontarsi sulle mani per tutto il tempo. E’ complesso infatti nel poker attuale migliorarsi velocemente se si prova a farlo da soli. Credo che la nostra amicizia funzioni così bene perché pensiamo in modo simile e abbiamo obiettivi similiari per quanto concerne il poker e l’extra-poker. E’ qualcosa di grandioso.

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IPC: Quando hai capito che il poker sarebbe potuto diventare il tuo lavoro?

Ben Heath: Giocavo a poker per hobby ai tempi dell’università, facendo qualche soldo nei sit’n’go low stakes. Ero ancora in difficoltà quando ho lasciato gli studi. Galleggiavo in breakeven allo Zoom NL10 nel 2014 quando ho incontrato Charlie. Ho visto quello che faceva lui e ho realizzato potesse diventare anche per me un lavoro il poker. Fortunatamente si è offerto di farmi da coach, di insegnarmi il gioco e da allora è andata molto bene…

IPC: Credi giocherai ancora per molto? Cosa vorrai fare quando smetterai con le carte?

Ben Heath: Amo giocare a poker e adesso non vorrei far nulla di diverso, quindi credo che giocherò molto per i prossimi 4/5 anni. Comunque non è semplice quando si fanno trasferte e si viaggia molto avere relazioni costanti e hobby. Perciò credo che tra cinque anni inseguirò obiettivi diversi, ma non so ancora quali. Mi piacerebbe concentrarmi sulla fotografia di viaggio se ne avessi l’opportunità, non resta che attendere e vedere ciò che accadrà.

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IPC: Sei un grinder online ma hai eccelsi risultati anche nel live. Com’è possibile mantenere un ottimo livello in entrambi?

Ben Heath: Mi trovo sempre più spesso a essere in giro per gli eventi live e odio quando mi rendo conto di non aver giocato online per settimane! In genere provo a mantenermi aggiornato sull’online parlando di mani con amici che giocano molto, guardando video e grindando quando sono a casa. A dicembre dopo l’EPT di Praga ho giocato per parecchi giorni allo Zoom e ho mantenuto un buon livello. Ho l’impressione comunque ci siano maggiori opportunità da cogliere nel live, quindi sono felice di concentrarmi su quello.

IPC: Vivi con Charlie a Londra? Ci descriveresti la tua routine quotidiana?

Ben Heath: Solitamente viviamo insieme a Londra, ma viaggiamo talmente spesso che non ha senso pagare un affitto annuale da qualche parte. Usiamo AirBnb quando facciamo le medesime trasferte, così abbiamo tempo per confrontarci sul poker, cosa estremamente utile per tutti e due. Però quando non c’è il lavoro di mezzo, stiamo in posti diversi. Per quanto riguarda la routine, beh, non ne ho una, perché dipende dove mi trovo e cosa devo fare col poker.

IPC: Hai già pianificato il 2017? Che ne pensi dello schedule WSOP?

Ben Heath: Non ho pianificato nulla, preferisco decidere al momento. Ci sono però alcuni eventi come le WSOP, Barcellona, lo SCOOP e il WCOOP, impossibili da mancare. Credo giocherò dal vivo di più rispetto a quanto abbia fatto in passato e spero anche di avere maggior tempo per il coaching, ma devo vedere se queste due cose andranno bene insieme. Mi piace molto, si, il calendario WSOP, ogni anno sono più eccitato quando si avvicina il momento di partire! Hanno aggiunto l’evento a squadre da 10.000$, son convinto sarà molto divertente da giocare. Sarà una sorta di bonus.

IPC: Che idea ti sei fatto dei pokeristi italiani?

Ben Heath: Solo una volta ho giocato in Italia, all’EPT di Sanremo. Non potevo però fare molti tornei, allora non avevo sufficiente conoscenza del poker per farmi un’idea. Ora quando penso ai player italiani la mia mente va dritta a Kanit e Sammartino, che sono entrambi bravissimi e davvero aggressivi. 

 

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