Thursday, Dec. 5, 2019

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il 10 Mag 2018

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Negreanu spiega cosa sono i range: “Non si può indovinare la mano esatta dell’avversario”

Negreanu spiega cosa sono i range: “Non si può indovinare la mano esatta dell’avversario”

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Era da un po’ di tempo che Daniel Negreanu non pubblicava qualcosa sul suo canale YouTube.

È tornato a farlo qualche giorno fa, visto che le WSOP si avvicinano e solitamente Kid Poker di intrattiene direttamente da Las Vegas con i suoi vlog.

In attesa delle Series, il n° 1 della Money List mondiale ci parla di range. Ecco cosa spiega in un video: “Per le nuove generazioni di pokeristi è normale lavorare con i range, ma per i giocatori più attempati questo può essere un concetto nuovo“.

Negreanu ci presenta allora una mano esemplificativa per farci capire come è cambiato il poker negli anni: “C’era un tempo in cui, se rilanciavo da UTG e un giocatore molto tight alla mia sinistra controrilanciava, potevo assegnarli un range fatto precisamente da A-A, K-K, Q-Q o A-K. Un player di anni fa con mani come A-Q o J-J avrebbe fatto solo call preflop in quella situazione

Facciamo finta di avere JJ in quello spot. Scende un flop 852. Il tuo avversario punterebbe solo con una forte overpair, mentre farebbe check con A-K. Quindi il suo range si restringe a una sola mano!

Oggi, soprattutto nel cash game con stack profondi, i giocatori hanno dei range più allargati che comprendono per esempio molti connectors.

Una volta era molto più facile. Una puntata o un check al flop dopo una 3bet preflop restringevano parecchio il range avversario. Quindi in quella mano con J-J si poteva tranquillamente check/foldare contro giocatori tight della vecchia scuola“.

Negranu ricorda una mano simile giocata e vinta da Gus Hansen più di dieci anni fa: “Nel 2005 Hansen ha vinto un colpo con J-J contro A-K, checkando al flop e al turn. Hansen sapeva esattamente che l’avversario aveva A-K e che non lo avrebbe fatto passare facilmente. Voleva dunque vedere tutto il board prima di andare all in. Non sono scesi assi o kappa, così Hansen alla fine ha pushato e ha ricevuto il call avversario come previsto“.

 

 

Negreanu parla poi di livelli di pensiero: “Un giocatore alle prime armi sa che mano ha e si immagina una mano possibile dell’avversario. Un giocatore un po’ più esperto gioca con una mano contro un range avversario.

Un giocatore davvero bravo però sa che si gioca con il proprio range contro il range avversario. È importante per giocare ad alti livelli contro giocatori intelligenti. Loro si ricordano come hai giocato preflop e al flop, capiscono se la ‘storia’ di un tuo bluff è credibile o no“.

Negreanu poi spiega che su certi board ci può essere un giocatore che ha un ‘range advantage‘. Ecco un altro esempio: “L’UTG rilancia e il BB chiama. Il flop è A72. UTG ha il vantaggio perché una grossa percentuale del suo range contiene un asso. Dovrebbe quindi puntare spesso, anche se non ha davvero l’asso“.

Torniamo alla starting hand J-J. Negreanu cambia un po’ l’esempio. “Tu apri con i ganci, l’oppo tight pusha e tu cosa fai? Bisogna ovviamente considerare molti fattori, come le odd odds del piatto. Ma soffermiamoci sulle combinazioni delle mani che ci battono e che non ci battono. Quante combinazioni di A-K esistono? Sono 16, quindi 16 volte saremo in coin. Quante combinazioni di AA, KK e QQ ci sono? 6 per ogni coppia, quindi 18 in totale. Perciò, se davvero metti un giocatore avversario su quel range, devi foldare la tua coppia di jack“.

Negreanu parla anche di blocker e altri concetti ma alla fine il suo messaggio è chiaro: “Non si può più indovinare esattamente cosa ha in mano un avversario nel poker. Bisogna riflettere un attimo e contare le combinazioni di mani nel suo range“.

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