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il 21 Mar 2019

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Come ha fatto Bryn Kenney ad arrivare in cima alla All Time Money List? Partendo dalle figurine!

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Come ha fatto Bryn Kenney ad arrivare in cima alla All Time Money List? Partendo dalle figurine!

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Certi destini sono segnati fin dall’inizio. E così si può dire per Bryn Kenney. Il player americano è di fatto nato con le carte in mano e pur cambiando giochi, ha sempre avuto un feeling speciali con esse.

Da essere a 14 anni il numero uno al mondo di “Magic The Gathering“, Bryn un giorno si innamora del poker e da quel momento sarà una scalata senza sosta che lo porta agli attuali 30 milioni di dollari vinti in carriera. Un destino fortunato.

Lo spiega proprio il player a stelle e strisce, in una lunga intervista rilasciata ai colleghi di Pokernews. Fin dalla tenera età ha iniziato a giocare con le figurine dei giocatori di Baseball: figurine che a quelle latitudini sono molto più preziose delle collezioni dei giocatori di calcio in Italia.

Diciamo che la mia famiglia fin da piccolo mi ha spinto verso le figurine. Ancor prima di imparare a leggere e scrivere, riconoscevo nome e cognome del giocatore in questione, osservando soltanto la sua figurina. Questo mi ha permesso di sviluppare una memoria fotografica di una certa importanza. Memoria che poi mi è stata utile nel proseguo della mia crescita“.

Ma il primo cambio radicale nella vita del giovanissimo Bryn Kenney arriva quando ha appena 12 anni. Insieme ad un cugino scopre il gioco Magic The Gathering, allungando così la lista dei top player mondiali di poker che in passato hanno preso parte al suddetto gioco.

Mi innamorai completamente della disciplina. Appena tornavo da scuola mi fiondavo a giocare con le carte di Magic e nel giro di pochi mesi ho vinto numerosi tornei. Insomma a 14 anni ero il numero 1 al mondo, nella classifica degli under 15. In pratica, nonostante avessi un anno in meno di quasi tutti gli altri giocatori, riuscivo a mantenere il primo posto

Al College ovviamente le attenzioni e gli svaghi di Bryn Kenney cambiano letteralmente. Mette da parte il gioco, per affrontare una classica crescita adolescenziale, dove al primo posto vengono gli amici e le ragazze.

Intanto la famiglia spinge perché diventi un broker nell’azienda della nonna. Terminati gli studi c’è un ufficio che lo attende, ma a una settimana dall’esame per diventare broker, la nonna muore e questo cambia tutto nei piani di Kenney.

Era la mia famiglia che mi spingeva verso questo lavoro, ma dentro di me sentivo che non mi piaceva. Così con la morte di mia nonna mi sono trasferito a casa di mio nonno perché avesse sempre compagnia. Avevo scoperto il poker da poco e a quel punto mi sono calato nella nuova veste. Giocavo tutti giorni online e per tante ore. Era quasi diventato una sorta di ossessione. Scalavo livelli, imparavo e sopratutto vincevo un sacco di soldi. In quel preciso momento ho capito che la figura del Professional Poker Player faceva per me”.

Ma il successo di una persona, non sempre può risultare bello agli occhi delle altre persone.

Chiaramente giocando tutti i giorni, avevo poco tempo per stare con i miei amici e la mia ex ragazza. Quest’ultima mi diede un ultimatum: o me o il poker. Sto ancora giocando come vedete. Qualche amico invece mi ha fatto molto male con i suoi atteggiamenti. Io volevo che anche loro si avvicinassero al poker, volevo dare un nuovo sbocco anche per loro. Qualcuno mi ha seguito, ma altri non hanno digerito il mio successo. Erano invidiosi e non volevano assolutamente imparare, ma aspettavano a gloria la mia caduta. Per fortuna stanno ancora aspettando”. 

Bryn Kenney dimostra di essere un fenomeno con le carte in mano e compiuti i 21 anni, abbandona per qualche periodo la postazione PC di casa sua e va al Commerce Casinò. Entra con 20.000 dollari in tasca e ci uscirà due mesi dopo con il suo primo milione.

E’ stato il decisivo salto di qualità. Ho capito definitivamente che il mio lavoro sarebbe stato questo, almeno per alcuni anni. Però per vivere e giocare a quei livelli devi avere tanti soldi. Non è solo il costo del buyin che incide, ma anche il tenore di vita. E a me piace vivere nel lusso. Quindi fra voli, hotel 5 stelle e ristoranti rinomati, devo cercare di vincere tanti soldi. Se non potessi permettermelo, resterei più tempo a casa”.

Quella casa dove la sua famiglia ora lo supporta. “Quando ho comunicato che avrei fatto il giocatore di poker, la mia famiglia non mi ha osteggiato. Anzi mi ha dato e mi danno anche adesso tanto supporto. Mia madre poi è la persona più dolce di questo mondo. Quando ho un problema mi ascolta e mi consiglia sempre nel modo giusto. Con una famiglia così credo sia doveroso dopo ogni vincita spartire gli utili“. 

In fondo se la sua famiglia non lo avesse spinto verso le prime figurine con ogni probabilità Bryn Kenney non sarebbe oggi uno dei più forti giocatori al mondo.

 

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