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il 29 Apr 2019

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Joe Stapleton, il lato comico dell’EPT: Non mi piace il poker sfarzoso e glamour di James Bond

Joe Stapleton, il lato comico dell’EPT: Non mi piace il poker sfarzoso e glamour di James Bond

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Da anni Joe Stapleton si diverte a presentare l’European Poker Tour e il pubblico si diverte anche grazie a lui.

Forse noi italiani non siamo in grado di apprezzare il suo umorismo come gli spettatori di madrelingua inglese, ma di certo vi sarà capitare di guardare qualche sua intervista o ascoltare un suo commento.

Il comico americano nei giorni scorsi ha rispolverato qualche aneddoto interessante sull’EPT in una doppia intervista ai colleghi di PokerNews, spaziando anche tra politica e progetti futuri.

Partiamo da una mano della quale Stapleton, a quanto pare, conserva un gran bel ricordo. Era il 2013 quando si trovava al microfono con il suo amico James Hartigan per una delle mani finali più incredibili della storia dei tornei di poker. Lo showdown vedeva coinvolti Andrew Pantling e un certo Steve O’Dwyer nel Main Event di Monte Carlo.

Stapleton a riguardo dice: “Steve O’Dwyer è un ragazzo adorabile. È anche molto, molto bravo a poker“. La mano è un classico, non solo perché ha messo fine a un torneo prestigioso. O’Dwyer ha hittato il più spettacolare degli outs che potevano farlo vincere: l’unico 8 rimasto deck a dargli quads e la vittoria.

 

 

Momenti dopo, è stato Stapleton che ha avuto il compito di chiedere all’esausto campione di poker O’Dwyer di esprimere a parole il suo stato d’animo.

È la parte del mio lavoro che preferisco di meno. Fa schifo perché dopo aver lavorato in un lungo evento dovremmo essere elettrizzati, invece ho questo ultimo fottuto ostacolo ogni volta“.

Stapleton ha spesso retto il microfono davanti al vincitore di un grande torneo. Tutti loro hanno dato il massimo, hanno trionfato e improvvisamente viene chiesto di analizzare cosa è appena successo.

Molti di loro lo fanno per essere esseri umani decenti. Steve O’Dwyer o Justin Bonomo vogliono solo andare al prossimo torneo. Non sono cattivi. Preferirebbero semplicemente ringraziare, ricevere subito il denaro e iscriversi a un evento da 50k“.

C’è un altro problema nelle interviste finali. Spesso Stapleton chiede ai vincitori di parlare della somma che hanno vinto e di quello che avrebbero fatto con essa.

Sappiamo che le persone non giocano per la cifra piena da sole. È davvero difficile comportarsi come se avessero vinto $5 milioni quando in realtà hanno probabilmente vinto $800.000“.

 

 

Stapleton ammette di non essere a suo agio in queste interviste e di non essere a suo agio in particolare a Monte Carlo, dove è di nuovo in corso l’EPT in questi giorni:

Monte Carlo non è il mio tipo di posto. A me piace indossare canotta e infradito. Mi piacciono il relax. Monte Carlo non è un posto tranquillo. Le cose sono un po’ rigide lì“.

Monte Carlo è la patria dell’oscenamente ricco con i suoi circuiti di Formula 1 e il resto. “Se sei il tipo di persona a cui piacciono le auto costose, gli appartamenti da $4 milioni e il fatto che una Heineken costi $43, è fottutamente fantastico. Se è la tua prima volta lì, senti davvero quel lato sfarzoso e glamour di James Bond. Ma non è quello che mi piace del poker“.

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Monaco ospiterà sicuramente altri tornei anche in futuro. Ma secondo Stapleton c’è molta gente che preferisce guardare in televisione certi appuntamenti.

Essere ricchi è fuori moda in questo momento. C’era un tempo in cui la gente avrebbe ammirato Monte Carlo con la sua decadenza e spreco, ma siamo più pragmatici come società in questo momento, non sono così affascinanti le cose ricche e opulente“.

Stapleton rivive anche i suoi famosi sketch durante l’EPT: “In un episodio di Barcellona eravamo al Parc Güell e abbiamo fatto un sacco di riferimenti a Jurassic Park. In uno di questi dicevo a James di rimanere fermo in modo che la statua della lucertola [El Drac] non lo vedesse. In un altro, ho riavviato il mio telefono come se stessi riavviando il Jurassic Park“.

Tutto richiede tempo e in televisione, specialmente nella televisione del poker, il tempo è denaro. La squadra ha dovuto tagliare una scena in cui Stapleton saltava fuori dai cespugli come un velociraptor per mangiare il sandwich di Hartigan.

Avevamo cinque minuti per girare, e non c’era modo di riuscire a farlo. Così ho solo imitato un T-Rex. Alla fine è diventata una delle scenette più divertenti che abbiamo mai fatto“.

Joe Stapleton passa quindi a parlare di politica americana. Lui è un convinto attivista e detrattore di Trump, tuttavia non porta i suoi sentimenti sul palco quando è in modalità stand-up.

Trump mi fa infuriare e rattristare. Questo è parte del motivo per cui non ne parlo sul palco. È troppo personale per me. Non lo trovo molto divertente. Ci sono 10.000 comici di Twitter che scherzano su Trump senza sosta. È più facile per me affrontare altri argomenti“.

Comunque Stapleton parla spesso di politica sui social. “Parlare è il primo passo per evitare tragedie come quella della Seconda Guerra Mondiale. Non voglio essere una di quelle persone che non ha fatto nulla per impedire il disastro“.

Alcuni sui social sono d’accordo con lui, altri no: “Quando la gente mi dice di pensare solo alle battute lo capisco. Ma quando mi dicono di tornare al poker no. Non credo che le persone debbano essere suddivise in compartimenti stagni. Presentatori, giocatori o fan. Non devi essere un politico per avere un’opinione sulla politica. Siamo elettori“.

Stapleton viveva a Londra ai tempi del poker di O’Dwyer, ma poi si è trasferito a New York City e ora vive a Hollywood, Los Angeles. Proprio come l’EPT è andato avanti, così ha fatto lui.

Sapevo che non volevo vivere a Londra per il resto della mia vita ed è stato facile vendere per andare a New York. Ho pensato che avrei potuto lavorare come comico lì e fare avanti e indietro con Londra“.

L’amore di Stapleton per lo stand-up, la più cruda delle forme comiche, è radicato: “Saturday Night Live è la ragione per cui sono entrato nella comicità. Lo guardo ancora ogni settimana, anche se non sempre dal vivo“.

Recentemente si è diretto a Phoenix, in Arizona, per esibirsi con il leggendario comico Norm Macdonald: “Norm è stato molto più importante per la mia carriera. È un grande. NHa la faccia, la postura, la voce, la cadenza; lui è una leggenda. Non riesco a pensare a un comico che mi abbia influenzato più di Norm Macdonald“.

Il livello di rispetto che Stapleton ha per i grandi comici è chiaramente ciò che lo motiva. “Lo stand-up è stato un ottimo sbocco per me. Quando sono a uno show di poker, cerco di iniettare più umorismo possibile, ma devo amplificare e accentuare il poker. Comprensibilmente, questo può essere frustrante. È uno spettacolo di poker; non è l’ora della commedia di Joe Stapleton“.

A proposito, rivediamoci questo video in cui Stapleton raccontava barzellette ai pro di PokerStars cercando di evitare i pomodori:

 

 

Stapleton ora sta cercando di espandersi oltre il poker: “Voglio un pubblico più vasto. Voglio parlare con più persone. Se qualcuno mi consegnasse le chiavi di uno spettacolo di un comedy show, sarei elettrizzato“. Il nome di Stapleton sarà comunque sempre associato all’European Poker Tour.

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